EU ETS2, direttiva UE per ridurre le emissioni di CO₂. L’EU Emission Trading System (EU ETS) è il principale strumento dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO₂ e contrastare il cambiamento climatico. Si basa su un mercato regolato di “quote di emissione”: chi emette CO₂ dovrà acquistare quote proporzionali alle proprie emissioni, incentivando così l’efficienza energetica e l’uso di tecnologie più sostenibili. E’ il primo e più grande mercato del carbonio al mondo basato sul principio “chi inquina paga”, secondo il meccanismo di tipo Cap and trade . Viene fissato un tetto massimo alle emissioni annuali consentite, che diminuisce anno per anno. Le aziende ricevono o acquistano quote di emissione e ogni anno devono restituire un numero di quote pari alle emissioni effettivamente prodotte. Le quote possono essere scambiate liberamente tra le imprese o acquistate tramite aste ufficiali. Nelle conclusioni del Consiglio Europeo del 16 ottobre 2026 tutti i chiarimenti testuali: “nel contesto del riesame in corso del sistema ETS, e al fine di sostenere la competitività industriale europea, il Consiglio europeo ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di Co2, ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuare il suo impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell’ETS nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione. A questo tema si intreccia strettamente quello dei costi energetici, amplificato dalle tensioni geopolitiche globali che continuano a pesare sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi dei combustibili. La situazione attuale richiede urgentemente una risposta europea coordinata costituita da misure mirate e temporanee, che tenga conto delle circostanze specifiche degli Stati membri e salvaguardi il mercato unico”. I due sistemi sono EU ETS1 ed EU ETS2. Entrambi i sistemi condividono la stessa logica di ridurre le emissioni attraverso un mercato di quote. Sono due sistemi distinti e separati che viaggiano su binari paralleli, perché rivolti ad ambiti diversi.
EU ETS1
L’EU ETS1 copre i grandi impianti industriali, le centrali elettriche e di produzione di energia e il trasporto aereo e marittimo.
UE ETS2
L’UE ETS2 riguarda gli edifici residenziali e commerciali e istituzionali (riscaldamento), il trasporto su strada (trasporti pubblici e privati escluso l’uso di mezzi agricoli su strade asfaltate , piccole industrie energetiche, manifatturiere e il settore costruzioni, che impiegano calore di processo (non in ETS1). I soggetti obbligati sono definiti come i soggetti che, in base alla normativa fiscale vigente, debbono provvedere al pagamento dell’accisa sui carburanti e combustibili immessi in consumo ad uso energetico (combustione) nei tre settori di applicazione dell’ETS2. A loro la possibilità di far ricadere parte del costo sull’utente finale. A questo proposito è stato istituito il “Fondo Sociale per il Clima”, uno strumento europeo pensato per sostenere famiglie, microimprese e utenti vulnerabili durante la transizione energetica, in particolare proprio in vista dell’avvio del nuovo sistema di scambio ETS2 per edilizia e trasporto su strada.
A partire dal 2028, entro il 30 aprile di ciascun anno e fino al 2030, ciascun soggetto regolamentato dovrà comunicare la quota media dei costi relativi alla restituzione delle quote che ha trasferito ai consumatori per l’anno precedente.





