È prevista per oggi alle ore 15, in piazza Garibaldi, una manifestazione organizzata contro il carovita. “Blocchiamo Napoli”, così si chiama il corteo che spaventa ed entusiasma gli abitanti della città di Napoli. Si teme l’assalto ai negozi nella zona di Chiaia, com’è stato a Milano durante le manifestazioni del 17 ottobre. La Digos sta organizzando in queste ore presidi e perquisizioni.
In una settimana cruciale che ha visto la città di Napoli entrare in un clima apocalittico a causa della mancanza di cibo e benzina, si continua a protestare contro il carovita. Nonostante i presidi degli autotrasportatori dei giorni scorsi siano stati sciolti un po ovunque in Campania, i cittadini sono preoccupati e stanchi del continuo aumento della benzina. Già ieri sera, in piazza Municipio, il corteo di Potere al Popolo si è scontrato con la polizia. I manifestati stavano presidiando piazza Dante quando si sono mossi verso la sede del Comune. Li si sono scontrati con la Polizia e ci sono stati diversi brevi contatti in cui un cronista è rimasto lievemente ferito. Il corteo si è poi subito sciolto.
A destare preoccupazione adesso sono alcuni messaggi ritrovati su diverse chat su Telegram dove si parla della manifestazione “Blocchiamo Napoli”. “I negozi napoletani e il popolo non devono essere toccati. Via dei Mille non fa parte del popolo, lì potete fare quello che volete”. Questi sono i messaggi violenti che hanno spinto la Polizia di Stato ad avviare una vera e propria indagine. Nelle chat ci sono anche messaggi più espliciti come quello dell’amministratore: “Incendiamo tutto tranne macchine e cose varie. Accendiamo le cose dello Stato, dobbiamo sfondare la faccia delle guardie”.
Nei messaggi si parla anche di altri iniziative con punti di ritrovo tra piazza Dante e piazza Plebiscito. E mentre i negozi dei brand di lusso di via dei Mille corrono ai ripari, rinforzando le vetrine con dei pannelli, la Polizia stamattina ha iniziato le perquisizioni nelle case di sette indagati. I sette utenti, autori dei messaggi che inneggiano all’odio e alla violenza, sono accusati di reati contro l’ordine pubblico.
Durante le attività di perquisizione, la Polizia di stato ha ritrovato diversi oggetti pericolosi come mazze di alluminio, cesoie e un coltello a serramanico con lama di 23 centimetri.





