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Wildwood al cinema: Prue insegue i corvi nel bosco proibito

Wildwood al cinema dal 22 ottobre: trama, cast e curiosità sul film LAIKA, tra il viaggio di Prue e Curtis e i segreti della stop motion.

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Wildwood al cinema: Prue insegue i corvi nel bosco proibito
immagine generata dall'AI

I corvi hanno portato via Mac. Sua sorella Prue li segue fino alla foresta oltre Portland, un luogo nel quale gli esseri umani non dovrebbero avventurarsi. Per ritrovare il fratellino dovrà entrarci comunque, senza sapere chi incontrerà e quali regole valgano dall’altra parte. Comincia così Wildwood – I segreti del bosco proibito, il nuovo film dello studio LAIKA, nei cinema italiani dal 22 ottobre 2026, distribuito da Notorious Pictures.

Alla regia c’è Travis Knight, già autore di Kubo e la spada magica. La storia arriva dal romanzo di Colin Meloy, illustrato da Carson Ellis, e mette due compagni di classe davanti a pericoli che hanno poco a che fare con una tranquilla passeggiata fra gli alberi.

Prue e Curtis, un’avventura che prende strade impreviste

Prue ha tredici anni e una certa fiducia nella propria capacità di capire le cose. Il rapimento di Mac la costringe a muoversi in fretta. Con lei c’è Curtis, un ragazzo impacciato e leale, appassionato di storie fantastiche.

Nella foresta trovano soldati coyote in uniforme, comunità di banditi e uccelli con propri capi e territori. Le difficoltà arrivano presto: Curtis finisce prigioniero nel covo dei coyote, dove le gabbie sono appese al soffitto. È una delle scene citate da Meloy parlando del film, fra le immagini del libro che lo hanno colpito vedendole ricostruite sullo schermo.

A dare voce ai protagonisti, nella versione inglese, sono Peyton Elizabeth Lee e Jacob Tremblay. Lee ha raccontato di essersi riconosciuta nel percorso di Prue: una ragazza sicura delle proprie idee che, durante il viaggio, deve accettare di non avere tutte le risposte.

Per Tremblay, invece, Curtis trova un aiuto proprio nelle avventure che ama leggere e immaginare. Quando deve affrontare la paura, quelle storie gli offrono esempi ai quali aggrapparsi. La fantasia entra così nelle sue decisioni, mentre Prue cerca di orientarsi in una realtà che mette in discussione le sue certezze.

Fra le figure più pericolose c’è Alexandra, la Governatrice Vedova interpretata da Carey Mulligan. È una governante deposta, legata all’esercito dei coyote, che vuole vendicare la propria storia familiare. Ha conosciuto il potere e la perdita; le sue intenzioni si intrecciano con il destino della foresta e con il viaggio dei ragazzi.

Intorno a lei si muovono personaggi appartenenti a gruppi diversi. Mahershala Ali interpreta il capo dei banditi, Angela Bassett è The General, una grande aquila guerriera, e Richard E. Grant presta la voce al gufo Owl Rex.

Nell’edizione italiana, la protagonista Prue è doppiata da Arianna Craviotto, come indicato dal distributore.

Il libro e la Portland nascosta nella fiaba

Wildwood è uscito nel 2011. A scriverlo è Colin Meloy, cantante e autore dei Decemberists, con le illustrazioni di sua moglie, Carson Ellis.

La foresta del racconto nasce vicino a luoghi reali. A Portland c’è Forest Park, una grande area boschiva attraversata dal Wildwood Trail, un sentiero di circa 48 chilometri. Il nome del film appartiene dunque anche a un percorso che si può seguire davvero.

Un altro riferimento è Pittock Mansion, la dimora storica sulle alture della città. Nel film diventa la sede amministrativa del Bosco Sud: gli ambienti si riempiono di sportelli, documenti e pile di carte. Gli scenografi ne hanno conservato elementi riconoscibili, adattandoli a un’istituzione della foresta.

Le strade contengono anche omaggi più discreti. Un cinema ispirato allo St. Johns Twin Cinemas è stato ribattezzato Knight Theater, con richiami ai precedenti film LAIKA sulla facciata.

È un territorio vicino anche allo studio, che ha sede in Oregon. Meloy ed Ellis hanno spiegato a Publishers Weekly che l’affinità con LAIKA e la fiducia nel suo lavoro hanno contato nella decisione di affidarle il libro.

La sceneggiatura è firmata da Chris Butler. I due autori hanno letto le prime versioni e fornito osservazioni, lasciando poi libertà al gruppo cinematografico. Ellis ha aspettato l’anteprima londinese per vedere il film completo.

Per Knight, Wildwood segna il ritorno alla regia di un lungometraggio dello studio dopo Kubo e la spada magica. È il sesto film LAIKA, dopo Coraline, ParaNorman, Boxtrolls – Le scatole magiche, Kubo e Missing Link.

Wildwood: come si cambia l’espressione di un pupazzo

Gli animatori spostano i personaggi fra una fotografia e la successiva. Una mano si solleva, il corpo cambia posizione, lo sguardo si abbassa: ogni movimento viene preparato attraverso una successione di pose.

Per modificare le espressioni, sul pupazzo vengono montate parti del volto stampate in 3D. Alla VIEW Conference di Torino, il responsabile degli effetti visivi Steve Emerson ha indicato oltre 142 mila volti intercambiabili realizzati per Wildwood.

Il lavoro arriva fino alle lacrime, ottenute con componenti trasparenti. E può creare una certa familiarità fra gli artisti e i personaggi: il gruppo che lavorava alle espressioni di Curtis lo aveva soprannominato Cupcake, come ha raccontato Tremblay.

Anche i vestiti devono essere progettati pensando alle riprese. Deborah Cook, responsabile dei costumi, aveva completato i disegni nel 2021. Già allora considerava problemi molto pratici: un colletto troppo alto può impedire al personaggio di girare il collo o interferire con la mandibola.

L’aquila The General richiedeva un’altra serie di soluzioni. Per le diverse scene sono stati costruiti più pupazzi; uno dei modelli mostrati alla stampa aveva oltre tremila piume mobili. Le ali erano controllate attraverso sostegni e meccanismi, mentre gli animatori si occupavano anche dei capelli e degli abiti di Prue, trasportata sul suo dorso.

Le luci di Deschanel e un’edera ripresa al contrario

La fotografia è affidata a Caleb Deschanel. Il lavoro cominciava anche dalle prove sui materiali: lo scenografo Nelson Lowry portava campioni sul palco di ripresa per guardarli sotto le luci previste, così da correggere colori e finiture prima di completare i set.

Nella cucina di Pittock Mansion, Deschanel ha aggiunto finestre per avere più possibilità nell’illuminazione. In un altro ambiente, gli scenografi hanno posato le tavole del parquet orientando le venature in direzioni diverse: quando la macchina da presa si muove, ogni tavola riflette la luce in modo differente, come in un pavimento a grandezza naturale.

Alla costruzione fisica si affiancano gli effetti digitali. Alcuni personaggi vengono animati separatamente e poi riuniti nella stessa inquadratura. In questo modo gli animatori possono concentrarsi su ciascun pupazzo senza ostacolarsi a vicenda.

Per trovare il movimento dell’edera, il gruppo ha sperimentato con fili estratti da alberi in miniatura, ripresi a 240 fotogrammi al secondo. Le immagini venivano poi osservate al contrario. Quel movimento irregolare offriva un riferimento per la vegetazione animata da realizzare al computer.

Wildwood: dall’anteprima romana alla mostra di Londra

Il film dura 132 minuti ed è stato scelto come titolo d’apertura di Alice nella Città, con la presentazione del 14 ottobre al Teatro Sistina di Roma.

Chi vuole osservare da vicino i materiali della produzione può trovarli anche al Design Museum di Londra. La mostra LAIKA presents Wildwood: The Exhibition, aperta dal 15 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, riunisce disegni, pupazzi, costumi e set in miniatura, seguendo lo sviluppo del progetto fino alle riprese.

Wildwood: la canzone che Meloy ha dovuto riscrivere

La colonna sonora originale è composta da Dario Marianelli. Nei titoli di coda si ascolta The Better Part of Bravery, interpretata dai Decemberists e presente nell’album pubblicato da Decca.

Meloy aveva inizialmente proposto un’altra canzone, costruita intorno al significato che attribuiva al proprio romanzo. Knight gli fece osservare che il film arrivava alla conclusione con un accento diverso.

Dopo aver visto il montaggio in lavorazione, lo scrittore riconobbe quella differenza e compose un nuovo brano. Il primo, I Want to Be Lost, ha trovato posto nel progetto discografico ispirato al film; per accompagnare i titoli di coda è stato scelto The Better Part of Bravery.

Le scelte dei ragazzi dentro un mondo di adulti

Nel bosco di Wildwood, gli adulti hanno già stabilito gerarchie, combattuto per il potere e coinvolto gli altri nelle proprie perdite. Prue e Curtis arrivano senza conoscerne le regole. Devono capire a chi credere mentre cercano di uscire da una situazione che non hanno creato.

È il passaggio più vicino alla nostra esperienza dentro una premessa tanto fantastica: crescere significa anche accorgersi che chi governa il mondo può sbagliare. I corvi fanno partire l’avventura; a darle un peso sono le decisioni dei ragazzi, quando affidarsi agli altri diventa necessario e, nello stesso tempo, rischioso.