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lunedì, 6 Febbraio 2023

Rapporto tra social e sviluppo cerebrale: quali conseguenze per i ragazzi?

Lo studio dei neuroscienziati dell'Università del Nord Carolina fornisce importanti risultati sulla relazione tra uso dei social network negli adolescenti e sviluppo cerebrale. Scopriamo di più.

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Adolescenti, società e social network, tre elementi che, al giorno d’oggi, sono in relazione costante tra loro. Questa situazione ha sollevato svariati interrogativi, primo tra tutti: quale impatto ha il tempo trascorso sui social sulla crescita dei ragazzi e sul loro sviluppo cerebrale?

Uso dei social network e sviluppo cerebrale: qual è la connessione?

La questione ha suscitato l’interesse di psicologi ed esperti nel campo dell’educazione. Per la prima volta viene portato avanti uno studio scientifico che si propone di definire l’impatto dei social media sullo sviluppo cognitivo degli adolescenti, soffermandosi sul modo in cui questo spazio online incide sul funzionamento cerebrale.

Lo studio, pubblicato su JAMA Pediatrics, ha riscontrato che gli adolescenti che occupano più tempo sui social network hanno un cervello più portato a richiedere l’approvazione sociale dei pari.

Lo sviluppo cerebrale e i cambiamenti in adolescenza

L’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti dal punto di vista cerebrale. il cervello si prepara all’età adulta e si verificano importanti cambiamenti nelle aree che rispondono alla ricompensa derivante dalle interazioni sociali.

Lo studio dei ricercatori dell’Università del Nord Carolina

Un gruppo di scienziati dell’Università del Nord Carolina ha cercato di capire in che modo l’influenza dei social incida su queste trasformazioni. Questi hanno effettuato delle scansioni cerebrali di ragazzi di diversa provenienza, tra i 12 e i 15 anni.

Durante lo studio, 169 studenti sono stati divisi in gruppi in base al tempo passato su Facebook, Instagram e Snapchat. La predisposizione ad usare i social era chiara già dai 12 anni in poi.

Il campione di ragazzi è stato diviso in tre gruppi: gli utilizzatori frequenti, che controllavano il profilo circa 15 volte al giorno; quelli moderati (controllavano il profilo da una a 14 volte nell’arco di una giornata); infine, quelli non abituali, che utilizzavano il profilo meno di una volta al giorno.

Tutti i gruppi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale in tre occasioni a circa un anno di distanza l’una dall’altra. La verifica avveniva mentre giocavano a un videogame che somministrava ricompense o punizioni sottoforma di volti compiacenti o rifiutanti di altri giocatori.

Le aree cerebrali interessate dal fenomeno

Eva H. Zetler, ricercatrice che ha preso parte allo studio, spiega che: “Il cervello degli utilizzatori abituali, cresciuti controllando spesso i social, diventa più spesso ipersensibile al feedback dato dai coetanei”.

Mentre giocavano, questi soggetti hanno mostrato un’attività aumentata in tre aree cerebrali: i circuiti che analizzano la ricompensa; le aree che definiscono quali sono gli stimoli più rilevanti nell’ambiente, e la corteccia prefrontale, coinvolta nella regolazione e nel controllo delle proprie azioni.

I limiti dello studio

Il cervello dei soggetti abituati ad utilizzare frequentemente i social sembrava predisposto ad una sensibilità all’approvazione sociale. Tuttavia lo studio non ha rilevato l’entità di tali cambiamenti cerebrali, né ha saputo indicare se siano positivi o negativi.

Come riportato sul New York Times, la sensibilità alle interazioni sociali potrebbe rivelarsi un tratto adattivo. Oppure, in alternativa, potrebbe generare ansia e depressione se non appagata adeguatamente.

Infine, bisogna specificare che molte altre variabili potrebbero aver influito sui risultati osservati. Ad esempio, un evento sociale rilevante nella vita di un ragazzo adolescente, come l’ingresso in una squadra di pallavolo o in un centro sociale, un contesto in cui l’approvazione dei coetanei è avvertita costantemente.

Inoltre, anche la personalità incide notevolmente sul desiderio di controllare la propria rete sociale: gli estroversi sono più inclini a farlo. Per di più, lo studio non ha documentato il rapporto con i social nel corso del tempo.

Tale studio ci fornisce importanti spunti di riflessione. Tra i tanti, è importante capire se questo desiderio di approvazione dei giovani, in risposta ad una società sempre più digitale, possa essere soddisfatto praticando attività sane come lo sport.

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