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Creme solari. Sì o no?

Creme solari. Sì o no?

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Creme solari. Sì o no? Una domanda assurda posta sempre più frequentemente sui social ma anche negli ambulatori dermatologici. Tutto inizia la scorsa estate  in Australia, dove una serie di test cui erano state sottoposte alcune creme solari molto popolari avevano dimostrato che l’Spf (cioè il fattore di protezione ) sulle confezioni  era in realtà più basso di quello dichiarato.

Da qui il ritiro dal commercio per iniziativa delle autorità sanitarie australiane in attesa di ulteriori controlli. Non a caso l’Australia è la nazione al mondo con la maggiore  incidenza di melanomi (50 nuovi casi l’anno ogni 100mila abitanti) oltre tre volte quella italiana ( 15 nuovi  casi l’anno ogni 100.000 abitanti). Questo spiega  il particolare interesse australiano per l’argomento fotoprotezione.

La notizia  è rimbalzata rapidamente  in tutto il mondo ma, come sempre avviene nella nostra epoca globalizzata, ad ogni rimbalzo ha subito modifiche. Le perplessità sui solari sono giunte anche in Italia. Dove alcuni hanno iniziato a diffondere  la falsa notizia che le creme solari non solo non servano ma siano addirittura dannose per la cute se non addirittura cancerogene.

Insomma, all’inizio real news di un aumento dei tumori cutanei (melanomi e carcinomi) dovuti in realtà ad una minore protezione solare per qualità scadente. Fino alle fake news sulla loro cancerogenicità. Un passo  breve ma lunghissimo.

Si è arrivati perfino ad hashtag (Tiktok) dal titolo emblematico (toxicsunscreen). A questo punto  è stata costretta ad intervenire con una dichiarazione ufficiale la Società Italiana di Dermatologia (SIDEMAST).

La quale poi ha stilato un decalogo sul corretto uso delle creme solari.

  1. Scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo, all’intensità dell’esposizione e alle condizioni ambientali, privilegiando SPF 30 o superiore.
  2. Applicare la protezione almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione al sole per consentire ai filtri chimici di attivare la reazione che porta allo sviluppo della protezione solare.
  3. Utilizzare una quantità adeguata di prodotto: una dose troppo elevata è inutile, una dose ridotta diminuisce significativamente il livello di protezione indicato.
  4. Distribuire la protezione uniformemente su tutte le aree esposte, senza dimenticare orecchie, collo, mani, piedi e labbra (opportuno applicare la crema di protezione a casa e non in spiaggia).
  5. Applicare la protezione anche nelle giornate nuvolose.
  6. Riapplicarla dopo bagno, attività sportiva o sudorazione intensa, anche se il prodotto è resistente all’acqua.
  7. Evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, generalmente tra le 11 e le 15.
  8. Proteggersi anche in montagna, in barca e durante le attività all’aperto, dove acqua, sabbia e neve aumentano la riflessione delle radiazioni.
  9. Prestare particolare attenzione alla protezione dei bambini, utilizzando prodotti specifici e misure di schermatura fisica.
  10. Ricordare che la crema solare non elimina completamente i rischi dell’esposizione e non consente di esporsi al sole senza limiti di tempo. Deve essere associata a cappelli, occhiali da sole, indumenti adeguati e comportamenti responsabili.

Concludendo, la domanda è semplicemente in che modo  usare le creme solari, non certo  se usarle oppure no. E se qualcuno avesse ancora dubbi, basta rispondere come Sal da Vinci: “per sempre sì”!