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Salute, un bene prezioso da preservare

Negli anni il concetto di salute è cambiato spesso: “da uno stato di “assenza di malattia si è arrivati a definire la salute come “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”. 

La salute come priorità 

Da questa definizione si capisce che la salute non dipende solo dal corretto funzionamento dell’organismo in senso stretto, ma anche da fattori che riguardano la sfera psicologica e sociale: infatti da una parte molte malattie hanno origine proprio da un disagio psicologico, provocato per esempio da un eccesso di stress; dall’altra condizioni di vita “difficili”, per esempio in ambienti degradati, in situazioni di povertà, di scarsa igiene, sicuramente incidono sul benessere della persona.

L’individuo quindi è considerato sano quando sa affrontare tutte queste variabili e riesce comunque a raggiungere, mantenere e ristabilire di volta in volta il suo benessere. Il concetto di salute è dunque complesso e, soprattutto, dinamico perché richiede all’individuo continui adattamenti per trovare nuovi equilibri fra fattori che variano costantemente e per preservare, in ogni condizione, il proprio benessere.

Non si può raggiungere il benessere psicofisico se non si è perfettamente efficienti.  Per conseguire questo obiettivo è indispensabile il movimento. Facendo attività fisica, infatti, si sviluppano tutte le potenzialità del proprio organismo, rendendolo operativo nel tempo, migliorando l’efficienza dei tessuti e le funzioni del corpo, rallentando i processi d’invecchiamento.

L’organismo è regolato da una legge fondamentale secondo la quale “Tutto ciò che è attivo cresce, mentre ciò che non viene utilizzato degenera”. Il movimento e l’adozione di stili di vita corretti aiutano dunque a crescere in modo sano e a rallentare il fisiologico invecchiamento.

Cosa comporta una carenza di movimento?

La carenza di movimento (ipocinesia) derivante dalla sedentarietà ha conseguenze importanti su tutto l’organismo ed è in grado di indurre gravi problemi di salute. Essi possono influire pesantemente non soLo sulla tua condizione attuale, ma soprattutto sulla qualità della vita futura.

La sedentarietà va combattuta. Le conseguenze negative della sedentarietà si ripercuotono non solo sull’apparato locomotore, ma anche sul funzionamento del cuore, del sistema circolatorio, dell’apparato respiratorio.

A livello dell’apparato locomotore, la carenza di movimento porta alla debolezza di muscoli e legamenti, che perdono elasticità, e delle articolazioni, che irrigidendosi e diminuendo il proprio grado d’escursione vanno più facilmente incontro a infortuni.
La riduzione della tonicità muscolare favorisce l’instaurarsi di vizi del portamento. Essi influiscono, a loro volta, sul funzionamento degli apparati cardiaco e respiratorio e sull’insorgenza di problemi come il mal di schiena, che è la principale causa di inabilità fisica e di assenza dal posto di lavoro. Con l’avanzare dell’età, questi problemi possono accompagnarsi a fenomeni d’artrosi destinati a peggiorare nel tempo.

A livello cardiocircolatorio l’ipocinesi porta a una progressiva riduzione della capacità contrattile del cuore. A parità di carico di lavoro, il cuore di un soggetto sedentario deve lavorare di più facendo maggior fatica. L’elasticità delle pareti dei grossi vasi diminuisce portando al graduale deterioramento di vene, arterie e capillari e quindi alla cattiva ossigenazione di organi e apparati, che invecchiano più velocemente.

Dal punto di vista respiratorio la scarsa attivazione dell’apparato legata al poco movimento ne limita la capacità funzionale. Si riduce la capacità d ventilazione e diminuisce l’elasticità polmonare, con conseguente peggioramento degli scambi respiratori e cattiva ossigenazione d tessuti.

La salute come scelta di vita

Non è necessario essere un atleta per sentirsi fisicamente a posto. Essere sani significa avere e mantenere un sistema cardiovascolare in regola, non essere in sovrappeso e avere capacità motorie sviluppate in maniera adeguata.

L’obiettivo benessere è infatti differente dal miglioramento delle prestazioni sportive, perché la perfetta funzionalità organica si raggiunge con un allenamento diverso da quello sportivo, che, pur avvalendosi degli stessi principi, deve mantenere caratteristiche di moderazione, gradualità e gradevolezza, e non deve mai portare all’esaurimento psicofisico.

L’attività più facile da mettere in pratica per preservare il sistema cardiocircolatorio è camminare. Secondo alcuni studiosi per mantenere un buono stato di efficienza fisica in una giornata bisogna fare almeno 10 000 passi.

Ma come fare per calcolarli? In questo puó aiutare un piccolo attrezzo da indossare alla cintura, molto economico, che si chiama potometro o contapassi. Esso rileva l’innalzamento del baricentro che avviene a ogni passo e “capisce” che si è in movimento. Conoscendo i passi compiuti nella giornata e moltiplicandoli per la lunghezza del proprio passo medio, sarà possibile sapere quanti passi sono stati fatti in un giorno.