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giovedì, 2 Febbraio 2023

Afantasia: quando immaginare, sognare e ricordare è impossibile

Con il termine afantasia ci riferiamo ad una condizione neurologica che rende impossibile visualizzare le immagini mentali. Scopriamo di più.

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Con il termine afantasia intendiamo una condizione neurologica vissuta da chi è incapace di visualizzare le immagini mentali. In tale situazione, la mente non è in grado di focalizzare queste immagini, come se l’occhio della mente non fosse in grado di vedere.

I primi studi sull’afantasia

Il professor Adam Zeman dell’Università di Exter, nel Regno Unito, è un pioniere nello studio di questo fenomeno. Quest’ultimo ha prodotto l’unico contenuto scientifico attualmente disponibile sull’argomento. Il termine “afantasia” è l’esatto opposto del termine greco phantasia, con il quale Aristotele designava la capacità di immaginare della mente umana.

Questa condizione è stata approfondita da Francis Galton nel 1880, dopodiché non è stata approfondita ulteriormente. Ad alcune persone manca completamente, o parzialmente, la capacità di visualizzare o di rievocare immagini nella propria mente; ma anche parole, suoni, sapori, odori, ed altro.

Le origini di questa rara condizione neurologica

Lo studio, pubblicato dal gruppo di ricercatori della University of Exeter Medical School sulla rivista Cortex, ne chiarisce la natura. Talvolta questo disturbo è presente dalla nascita, in altri casi deriva da patologie  o da interventi chirurgici precedenti. Ad oggi è stato stimato che soffre di afantasia circa il 3% della popolazione mondiale.

La cecità psichica è una condizione che deriva da un’alterazione della rete tra le  regioni cerebrali. Questa rete consente di generare immagini mentali sulla base delle informazioni immagazzinate in memoria.

Lo studio dell’Università del Nuovo Galles del Sud

Le persone con afantasia presentano una reazione anomala delle pupille mentre provano a immaginare; questo dato è emerso nel corso di uno studio portato avanti dall’Università del Nuovo Galles del Sud.

Infatti, le nostre pupille si dilatano alla luce e si restringono al buio, e la medesima risposta pupillare avviene quando immaginiamo oggetti luminosi oppure scuri, come se li stessimo vedendo realmente, anche se ciò avviene solo nella mente. Ma questa risposta non si verifica nel caso di persone affette da afantasia.

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