Grani Antichi Siciliani, nasce Rete d’Impresa. È fissato per il giorno 15 novembre l’ultimo utile per le aziende agricole di aderire alla manifestazione d’interesse per il progetto Rete d’Impresa per la tutela dei Grani Sicialiani, che mira ad ottenere il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione di Origine Protetta) dei loro prodotti. Il progetto, promosso da Unimpresa Sicilia, Confcommercio Catania e Unione Coltivatori Italiani (UCI), prevede, oltre al riconoscimento IGP, la nascita del Consorzio di Tutela entro i prossimi tre anni. Il comparto agricolo dei grani antichi solo in Sicilia conta circa 1000 aziende per un fatturato annuo di 200 milioni di euro. Con la nascita della Rete d’Impresa si stima un aumento costante fino ad arrivare al miliardo di euro. Il regolamento tracciato dall’Osservatorio Permanente di per l’Agricoltura di Unimpresa impone la tracciabilità totale dal seme al prodotto finito, il divieto di chimica di sintesi e l’intera lavorazione in Sicilia. Il settore cerealicolo siciliano, negli ultimi anni, ha visto un calo ponderale delle terre coltivate, stimate in meno della metà se paragonate a quelle dell’inizio del secolo scorso e questo progetto mira proprio alla rivalorizzazione delle terre coltivabili e a contrastare il costante e inesorabile spopolamento delle aree interne.
I dettagli del disciplinare
Il disciplinare della Rete d’Impresa per la Tutela dei Grani Antichi Siciliani definisce le regole, molto rigide, per ottenere il riconoscimento IGP e il successivo Consorzio di Tutela. Si parte dalla tracciabilità della filiera e dall’obbligo della territorialità. Partendo dalla produzione, coltivazione, lavorazione e stoccaggio, devono avvenire al 100% in Sicilia. Inoltre la Rete d’Impresa viene riservata alle aziende agricole e ai coltivatori, che svolgono come attività principale la conduzione di aziende agricole. Si parte dalle sementi, che devono essere rigorosamente certificate con i relativi agricoltori custodi e il divieto assoluto di impiegare fitosanitari , pesticidi e fertilizzanti chimici di sintesi durante l’intera fase, dalla semina alle fasi di stoccaggio del grano. Inoltre è previsto l’obbligo di rotazione delle colture per preservare la fertilità del suolo, garantendo pratiche agronomiche sostenibili.
Il progetto della Rete d’Impresa per la Tutela dei Grani Antichi è strutturato su scala territoriale e regionale e non a livello nazionale e già nel 2014, con la nascita dei Grani Antichi di Montespertoli in Toscana, si è cercato un modo per tutelare il comparto cerealicolo italiano, sicuramente un prodotto di nicchia nel settore agricolo.





