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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Cos’è la Terra dei Fuochi e perchè fa così paura a chi ci vive e non solo

Il Rapporto Conclusivo dell'ISS ha confermato la relazione sull'alto tasso di tumori in Campania e i roghi di rifiuti nell'area tra Caserta e Napoli, ecco i dati e le nostre riflessioni

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La terra dei fuochi è quella porzione di territorio compresa  tra la provincia di Napoli e l’area sud-occidentale della provincia di Caserta, in cui il fenomeno delle discariche abusive e/o l’abbandono incontrollato di rifiuti urbani e speciali, è associato, spesso, alla combustione degli stessi.

Questa zona interessata da fenomeni di questo genere da molti anni, ha destato la preoccupazione non solo tra le persone ivi residenti, ma anche nella comunità scientifica nazionale e nelle istituzioni governative.

La terra dei fuochi è formata da un totale di 90 comuni campani, di cui 56 sono comuni appartenenti alla provincia di Napoli e 34 alla provincia di Caserta.

Parlando in termini numerici si tratta di oltre 2000 ettari di territorio dove abitano 3.039.593 persone, stando ai dati ISTAT 2014.

Queste persone da anni sono esposte ad esalazioni tossiche dovute ai continui incendi di rifiuti. Questi oggetti abbandonati per le strade e nelle zone periferiche vengono spesso bruciati causando gravi danni non solo all’atmosfera, ma anche a suolo e acque.

Eh si, perchè nell’immaginario comune, complice anche la nube nera che si propaga nei cieli durante un incendio, il problema è solo dell’aria. Tuttavia è tutto il sistema che ne risente, sia per l’abbandono illecito di materiali spesso non derivanti dalle utenze domestiche, ma spesso anche di origine chimico/industriali, sia per le sostanze derivanti dal rogo in se.

Spessissimo quando si parla della Terra di Fuochi, sentiamo parlare di diossina, ma cos’è questa sostanza e in che modo influisce sulla nostra salute.

Procediamo per gradi.

Il termine diossina si riferisce in maniera molto generica e semplicistica alla  tetraclorodibenzo-p-diossina (Tcdd),  una sostanza formata da cloro, carbonio, idrogeno e ossigeno. Questa è insolubile in acqua,  resistente alle alte temperature e si decompone grazie alle radiazioni ultraviolette in un processo che può durare centinaia di anni. A lasciare che la diossina venga prodotta e si liberi in atmosfera è l’incenerimento, incontrollato, dei rifiuti che contengono cloro (alcuni tipi di plastica o la carta sbiancata chimicamente).La legge, infatti impone agli inceneritori filtri specifici che ne impediscano l’emissione. L’organizzazione mondiale della sanità ha fissato per questa sostanza un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso. Concentrazioni più alte possono causare problemi alla salute.

Bisogna , però considerare che non è solo l’incenerimento, abusivo o mediante appositi impianti, a liberare diossina in atmosfera, questa sostanza è infatti anche prodotta da molteplici attività industriali.

Sollecitate anche dalle molte richieste dei cittadini le autorità nazionali, in collaborazione con l’Arpa Campania, hanno posto la terra dei fuochi sotto sorveglianza.

I comuni dell’area hanno sottoscritto quello che è definito Patto della Terra dei Fuochi con il quale si impegnano a rimuovere i rifiuti abbandonati in modo illegale nelle loro aree ed inoltre a contrastare con tuti i mezzi in loro possesso il fenomeno dei roghi.

Nell’ambito di questo patto inoltre sono state analizzate aree specifiche andando ad analizzare porzioni di terreno per valutare l’estensione del danno causato all’ambiente.

Il sistema di mappatura ha interessato maggiormente terreni agricoli di oltre 80 comuni, l’individuazione di questi siti è avvenuta anche grazie al lavoro pregresso di Arpac e l’Università Federico II di Napoli. I siti però interessati da danno ambientale sarebbero molti di più.

Gli studi condotti sul suolo hanno però riscontrato che nel suolo e nelle produzioni agricole ivi tenute non ci sono superamenti dei limiti soglia di sostanze tossiche, tuttavia la vegetazione spontanea supera per ben 4 parametri i valori consentiti.

Recentemente poi è giunta la relazione finale dell’Istituto Superiore di Sanità che ha stabilito un nesso tra le malattie tumorali, leucemie e alcune malattie coetanee che colpiscono gli abitanti della terra dei fuochi e i molteplici roghi che caratterizzano quella terra.

Oltre però alla valutazione scientifica va fatta una riflessione civica. Sembrerà banale, ma se è vero come è vero che noi siamo l’ambiente, è anche vero sono i nostri gesti a compromettere l’ambiente in cui viviamo.

Dobbiamo imparare a trattare con rispetto la “nostra casa” solo così migliorerà anche la nostra salute.

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