Urgenza sanità nella Regione Campania Il governatore De Luca richiede rinforzi per affrontare al meglio l'urgenza sanitaria del virus: 600 medici e 800 infermieri

L’urgenza sanitaria nella Regione Campania incombe sempre più violentemente. Nelle ultime settimane, il contagio sta dilagando nuovamente nelle nostre zone e la paura e il panico hanno ripreso forma.

La ripresa, però, sembra essere meno aggressiva della prima ondata, ma comunque il numero dei positivi aumenta sempre di più e questo è preoccupante.

Ha preso dunque vita un’urgenza sanitaria, alla quale ha fatto appello su Rai 3 Vincenzo De Luca durante l’intervista a Che tempo che fa con Fabio Fazio, richiedendo un maggior numero di personale, per l’esattezza 600 medici e 700 infermieri, per far fronte all’epidemia.

Gran parte dei contagiati risulta essere asintomatica e il numero dei positivi sta crescendo, al punto da portare problemi nelle strutture sanitarie, dove i posti letto disponibili nelle terapie intensive sono sempre in minoranza rispetto al bisogno.

La mancata apertura di alcuni reparti è proprio dovuta alla carenza di medici e infermieri e per questo ne viene richiesto un maggior numero.

Si spera che già in settimana l’appello venga accolto e rispettato con l’avvio della prima unità di rinforzo. Se ciò dovesse avvenire c’è speranza anche per l’ospedale di Agropoli, dove c’è la necessità di attivare il reparto covid, oggetto alcuni giorni fa di un sopralluogo da parte dei tecnici dell’Asl Salerno. Questi ultimi hanno di fatto affermato che le terapie intensive della struttura sono pronte, ma se non ci sarà un investimento sul personale non è ipotizzabile l’attivazione.

Se, invece, arrivassero nuovi medici e infermieri ci sarebbe una speranza e una possibilità, ovviamente sempre che la Regione scelga di investire su Agropoli, piuttosto che su altre strutture che pure necessiterebbero. Poiché in questa situazione tutte hanno bisogno di supporto allo stesso modo.

Più lontana è invece la possibilità di realizzare, presso l’ospedale cilentano, una struttura per le donne incinte positive al covid, vista l’assenza del reparto di ostetricia e ginecologia.

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