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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Teatro Bellini, la storia di un centro d’arte e bellezza

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La città di Napoli vanta la presenza di un teatro di grande importanza, la cui storia è sconosciuta a molti. Il Teatro Bellini nacque nel 1864 per volere dell’avvocato napoletano barone Nicola Lacapra Sabelli; per realizzare la struttura richiese i servizi dell’architetto Carlo Sorgente. L’edificio sorge nella attuale via Vincenzo Bellini.

Il Teatro è realizzato durante il periodo della ‘bonifica delle Fosse del Grano’; un piano di ristrutturazione urbana che abbraccia le zone del Museo Nazionale e di Port’Alba.

Carlo Sorgente costruì un teatro a pianta circolare, con un ordine di palchetti due ordini a loggia continua, capace di accogliere un massimo di 1200 spettatori. Il Teatro Bellini è inaugurato il 13 novembre 1864, in quella data ricordiamo l’esibizione del Circo Guillaume (di proprietà della famiglia di Tontolini). Fino al 1869 la struttura ospitò spettacoli di vario tipo, nello specifico circensi ed equestri, ed anche delle rappresentazioni liriche.

Inoltre, negli anni seguenti il barone Lacapra Sabelli, che si dedicò alla carriera di impresario, decise di investire sul teatro, valorizzandolo ulteriormente. La struttura fu attentamente revisionata e rimessa a nuovo per rappresentarvi opere liriche. Il barone chiese all’architetto Sorgente di revisionare il teatro ispirandosi all’Opéra-Comique di Parigi. In questo modo fu creato un teatro con pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e un ordine a loggia continua. Le decorazioni di Giovanni Ponticelli, Pasquale Di Criscito e Vincenzo Paliotti, e il ritratto a olio di Vincenzo Bellini di Vincenzo Migliaro.

L‘ inaugurazione della struttura si tenne nel 1878 con lo spettacolo ‘I Puritani’ di Bellini, da cui il teatro prende il nome. Nel 1879 il teatro accolse la prima italiana della Carmen di Bizet.

Il Teatro Bellini, dal declino alla rinascita

Il Teatro visse un periodo di grande interesse artistico, tuttavia nel dopoguerra cadde in declino. Nel 1962 si tenne l’ultimo spettacolo, un Masaniello con Nino Taranto. l’anno seguente, a un secolo dalla fondazione, il Teatro diventò un cinema di scarsa importanza, con i palchi, un tempo utilizzati per godere di spettacoli memorabili, relegati ad accogliere un pubblico assai lontano dall’arte e dalla cultura.

Nel 1986 il teatro fu acquisito da Tato Russo, che lo utilizzò come sede della propria compagnia con l’obiettivo di riportarlo all’antico splendore. La nuova inaugurazione si tenne nel 1988, con L’ Opera ‘da tre soldi’ di Bertolt Brecht.

In seguito il Teatro Bellini ritrovò la fama e l’identità artistica e culturale che da sempre lo ha caratterizzato. Tato Russo ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del Teatro per circa 21 anni e lo ha reso nuovamente un centro culturale. Grazie a lui il teatro ha accolto i più grandi artisti del panorama nazionale ed internazionale. Dal 2010 la struttura è di proprietà dei figli dell’artista.

La storia di un Teatro, famoso non solo per la sua storia, ma anche per la capacità di innovare e di rinnovarsi diffondendo arte e bellezza.

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