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Il NEST presenta la stagione teatrale 2026/2027

A San Giovanni a Teduccio, dentro uno spazio chiuso da 44 anni, il collettivo teatrale NEST annuncia il nuovo cartellone al grido di «È pronta ’a stagione»

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C’è l’odore di polvere e macerie che sa di abbandono, ma è anche un odore che comincia a sapere di rinascita e di qualcosa che sta per compiersi. A San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale di Napoli, la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del NEST (Napoli Est Teatro) ha scelto di non accomodarsi nelle consuete sale conferenze, tra poltroncine e pareti imbiancate. Ha preferito spalancare le porte di una ferita urbana sigillata per 44 anni: il futuro SuperNEST.

Varcare la soglia del SuperNEST significa entrare nel ventre di un vecchio cinema di quartiere ancora tutto “scarrupato“, rovinato. Corridoi dimessi, sale spoglie, crepe e lavori ancora del tutto da avviare che man mano si trasformano nel disegno nitido del futuro. La conferenza si è tenuta proprio lì, all’ingresso di quel plesso che un domani diventerà il foyer del teatro.

A coordinare la conferenza il giornalista Gennaro Bianco, che ha lasciato la parola ai “quattro moschettieri” del NEST: Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale di Mauro e Giuseppe Gaudino. Senza troppe formalità hanno parlato di futuro in mezzo alle crepe di uno spazio fermo dal 1982. Undici anni fa sono riusciti a trasformare una palestra scolastica abbandonata in quello che ora è il NEST; oggi alzano l’asticella e sono pronti a fare la stessa operazione e restituire l’ennesimo spazio al quartiere.

NEST stagione teatrale 2026/2027

Il rito della moka: «È pronta ‘a stagione»del NEST

L’illustrazione scelta è profondamente partenopea: la moka. Quel momento esatto in cui il caffè comincia a salire e l’aroma invade la stanza, annunciando che qualcosa sta accadendo. «È pronta ‘a stagione» è il claim scelto per quest’anno ed è un invito a fermarsi. A Napoli non si può rifiutare il caffè, è un rito, una pausa imposta al caos del mondo per sedersi attorno a un tavolo, guardarsi negli occhi e cominciare a parlare. Il NEST prende quest’antica consuetudine e la trasforma nella sua idea di teatro. Una dichiarazione d’intenti che troverà eco nel foyer del teatro con la mostra “MOKA” di Carmine Luino, tutta giocata su minuziose opere in carta ritagliata.

Il programma 2026/2027 del NEST è per tutti

Il programma artistico intreccia impegno civile, memoria e linguaggi contemporanei:

  • 24 e 25 ottobre 2026: si parte con “L’alienazione del bene” di Carmine Borrino, con Giancarlo Cosentino, Cinzia Mirabella, Lorenzo Sarcinelli, Chiara Babo. Una commedia amara sul passaggio generazionale attorno alla vendita di una nuda proprietà contesa tra presente e futuro.
  • 21 e 22 novembre 2026: “Il gioco sacro. Oratorio per voce sola e coro da stadio“, con Riccardo Festa e Francesco Forni (musiche dal vivo). Liberamente tratto da “Reportage su un Dio” di Pier Paolo Pasolini e Testo The Holy Game di Albert Ostermaier che va a indagare il calcio come liturgia laica, rito e specchio della modernità.
  • 12 e 13 dicembre 2026: “Caivano dreamin’” di e con Fulvio Sacco e Christian Giroso. Due emigranti campani in partenza per Ellis Island, New York, per inseguire il “Sogno Americano”.
  • 16 dicembre 2026: “Baby Reindeer” di Richard Gadd, monologo tradotto e portato in scena in Italia da Francesco Mandelli, dalla regia di Francesco Frangipane. Testo che ha ispirato la serie TV fenomeno globale di Netflix.
  • 9 e 10 gennaio 2027: Tony Laudadio (voce, canto, chitarra) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso) in “All’ombra dell’ultimo sole“. Un viaggio tra musica, poesia e le note di Fabrizio De Andrè ispirato alle storie degli ex manicomi.
  • 23 e 24 gennaio 2027: per la rassegna #FamilyNest, va in scena “Paloma, ballata controtempo” di e con Michela Marrazzi. Emozionante dialogo scenico tra una marionetta ibrida e la musica.
  • 20 e 21 marzo 2027: a cent’anni dalla morte di Rainer Maria Rilke, Paolo Mazzarelli cura, adatta e interpreta “Lettere da un giovane poeta“.
  • 10 e 11 aprile 2027: “L’ostaggio” di Valentina Esposito con Edoardo Pesce e Giancarlo Porcacchia. Un crudo duello carcerario e criminale ispirato a una storia vera, con musiche originali di Luca Novelli/Mokadelic
  • 17 e 18 aprile 2027: “Versi proibiti” tratto da L’Inferno della Poesia Napoletana di Angelo Manna, diretto da Giovanni Merano, con Fabio Balsamo, Serena Pisa e Luigi Castiello.
  • 8 e 9 maggio: la chiusura in abbonamento con “La balena più grande del mondo” di e con Agostino Pannone e Gennaro Guazzo.

Fuori abbonamento: il 20 e 21 febbraio 2027 spazio alla commedia con “La cicogna del vicino” di e con Ciro Esposito e Rosario Minervini.

Rinnovato l’impegno con la drammaturgia emergente under 35 grazie alla VII edizione di OVER Emergenze Teatrali: il 14 novembre con “Qui vivremo bene” di Luigi Vittoria. E il 15 novembre con il teatro documentario di “Grandmother Tongue” di Federico Mattioli.

Non solo prosa: musica, libri e grandi protagonisti

Il programma si arricchisce con nuovi format:

  • Una Serata al NEST con…: un ciclo di incontri tra artisti come Valentina Lodovini, Peppe Iodice, Massimiliano Gallo e la coppia Andrea Sannino e Decibel Bellini, e il pubblico.
  • NEST IN MUSIC: la rassegna concertistica che ospiterà il 6 febbraio 2027 Myriam Lattanzio e il 4 aprile Emanuele Ammendola. Inoltre è atteso un Secret Concert (incluso in abbonamento) con un protagonista che sarà svelato solo all’ultimo minuto.
  • InNEST: sei appuntamenti tra letteratura cinema e teatro, da novembre 2026 fino ad aprile 2027. Curati da Giuseppe Miale di Mauro, Arianna Letizia, Isabella Pendicini e Simona Fontana. Le grandi firme sono Antonio Franchini, Maurizio De Giovanni, Domenico Starnone, Viola Ardone, Diego De Silva e Giorgia Lepore. In cartellone anche le presentazioni editoriali gratuite di Gianni Solla (La memoria delle foglie, 20 ottobre) e Gianni Pantaleo (I Graffi, 24 novembre).

SmallNEST e la rete tra teatri

A margine della presentazione è emerso con forza il tassello più prezioso del modello NEST: la formazione. Il presidio si allarga a piazza Garibaldi con SmallNEST, una palestra aperta ai giovanissimi attori per sperimentare e mettersi alla prova.

I corsi di recitazione per cinema e teatro del NEST portano avanti una visione didattica pionieristica: una sorta di “teatro dell’obbligo”, che spinge gli allievi a frequentare gli altri teatri cittadini per imparare guardando il lavoro altrui. Una contaminazione virtuosa che entra direttamente nei programmi di studio: se sui palcoscenici di Napoli va in scena l’Amleto, in aula si smonta, analizza e approfondisce proprio quel testo. Lo studio accademico unito all’attualità della scena, in un ecosistema in cui i teatri non si fanno concorrenza, ma cooperano.

Il SuperNest deve ancora posare i primi mattoni dei cantieri e la comunità ha già preso posto tra le polveri del passato. Il caffè è salito, il teatro è pronto: a San Giovanni a Teduccio si ricomincia a sognare.