Storie di abbandono, ma anche di disperazione, Napoli ha tanto da raccontare pure a tal proposito, in un’identità che non smette mai di sorprendere e soprattutto affascinare.
Tra queste, simbolo di una città che fu, ma che ancora oggi ha tanto da dire è la ruota degli esposti. Essa si trova nel complesso monumentale dell’Annunziata, e proprio lì un tempo venivano abbandonati i neonati.
Un gesto estremo, che però salvava la vita a quei piccoli bimbi indifesi, regalandogli la possibilità di crescere ed avere un futuro.
Si trattava di vere e proprie storie di sopravvivenza, spesso le mamme, in stato di indigenza vittime di violenza, erano costrette ad abbandonare lì i propri piccoli per far sì che sopravvivessero.
Storie di abbandono e di coraggio
Oggi la stanza dove si trova la ruota degli esposti, si può definire una vera e propria attrazione storica, è visitabile, anche se l’impatto visivo lascia senza parole.
Accanto alla ruota è presente una piccola stanza all’interno della quale i piccoli ricevevano le prime cure.
Alle pareti fotografie, documenti e oggetti che raccontano la storia di quel luogo.
La ruota è conosciuta anche come Ruota dell’Annunziata; presenta una fessura attraverso la quale poteva essere lasciato il neonato senza esser riconosciuti.
Una volta abbandonato il piccolo, “suonava” un campanellino che avvertiva la Rotara, sempre di guardia dall’altro lato della ruota, dell’arrivo di un nuovo esposto.
La Rotata prelevava il bambino e lo affidava alle cure della levatrice, che ne controllava le condizioni fisiche.
Il passo successivo era la Mercatura.
Il nuovo arrivato veniva registrato nel Libro della Rota. Da tale usanza nasce un vero e proprio registro che serviva per una questione prettamente “burocratica” potremmo dire, per quelli che oggi potrebbero essere considerate delle statistiche demografiche.
Nei registri veniva scritto: “filius matris ignotae, cioè figlio di madre ignota. Spesso abbreviato con filius m. ignotae”.
Ricordiamo che, con l’influenza francese del Regno Italico sul Regno di Napoli la “Rota” divenne una istituzione quasi obbligatoria, presente nei comuni dell’Italia Meridionale per la tutela pubblica dell’infanzia abbandonata.
Spesso criticata, la Ruota degli esposti, oggigiorno è un importantissimo pezzo di storia della città.
Sicuramente Napoli ha un legame particolare con questo luogo, poiché da esso, da quelle storie di abbandono, grazie alla ruota, nacque il cognome più diffuso in città: Esposito.
Ed è così che tradizione, storia e culto religioso si mescolano, senza confini, creando un mosaico di bellezza.





