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Pure ‘e pullece tenene a tosse: ironia o offesa?

Pure ‘e pullece tenene a tosse è un detto tradizionale napoletano spesso utilizzato in modo ironico, altre volte può essere frainteso ed interpretato come “offesa”.

In realtà, scoprendone il significato vero e proprio si comprende che tale modo di dire nasconde in realtà una marcata vena ironica.

Letteralmente l’antico detto partenopeo significa “anche le pulci hanno la tosse”. Tipica espressione rivolta a persone che non hanno voce in capitolo.

La pulce però, non ha nulla a che vedere con il modo di dire ed è usato solo come allegoria.

Essendo le pulci di piccole dimensioni, si utilizza tale riferimento per alludere all’impossibilità di sentire la loro voce; ecco dunque che l’intromissione in argomenti o circostanze, ma anche situazioni, nelle quali non bisognerebbe intervenire, risulta fuori luogo, quasi inesistente proprio come “la tosse della pulce”.

Le parole espresse dai più giovani, inesperti della vita, suonerebbero fuori luogo come l’improvviso colpo di tosse di una pulce.

Il detto inizialmente era utilizzato per far tacere i bambini, specie quando si intromettevano in vicende o discorsi da grandi.

Oggigiorno l’ambito di utilizzo dell’espressione Pure ‘e pullece tenene a tosse, è stato ampliato anche agli adulti che si esprimono su argomenti che non gli competono.

Pure ‘e pullece tenene a tosse è dunque riferito a ragazzini o bambini piccoli, assumendo un significato quasi ironico, oltre che fortemente metaforico. 

Il discorso cambia se il modo di dire lo si rivolge ad una persona adulta, le cui idee potrebbero essere paragonate alla “tosse della pulce” e alludere ad espressioni prive di fondamento o significato vero e proprio.

Ecco che in questo caso il celebre detto Pure ‘e pullece tenene a tosse può essere inteso come un’offesa. Insomma, in questi casi da sfottò diventa una vera e propria offesa, detta con disprezzo e superiorità.

Pure ‘e pullece tenene a tosse: Napoli tra metafore ed allegorie 

Riferito ad un adulto, quindi, la metafora relativa al modo di dire, diventa più seria e in alcuni casi potrebbe addirittura sfociare in diverbio. 

Spesso si chiacchiera per evitare il senso di vuoto, o perché si è erroneamente convinti che più si parla meglio è. Ma la lingua napoletana consente di mettere a tacere la “tosse di chi sparla”. Coloro che si intromettono in situazioni altrui possono essere ammoniti proprio con tale detto, che se usato con parsimonia, non offende e rende la conversazione più “semplice”, pur consentendo di esprimere un concetto importante; è chiaro che il detto sottolinea una verità nota a tutti (o quasi…) nessuno mai dovrebbe intromettersi in situazioni o questioni che non gli riguardano.

Ricordiamo che i proverbi napoletani racchiudono in sé la tradizione storica e culturale della città. Piccole perle di saggezza dal significato fortemente metaforico, utilizzate anche nel gergo quotidiano, talvolta anche tradotte in lingua italiana, per esprimere al meglio, determinati concetti.