C’è un frutto che in Campania segna l’arrivo dell’autunno più di qualunque calendario: la mela annurca. Piccola, schiacciata, dalla buccia rossa striata e dalla polpa bianca e croccante, è considerata da molti la “regina delle mele”. Un titolo che non si è guadagnata per caso.
Una storia lunga duemila anni
Le sue radici affondano nell’antichità. Secondo la tradizione, la mela annurca sarebbe raffigurata negli affreschi di Ercolano, e già Plinio il Vecchio descriveva una mela coltivata nei pressi di Pozzuoli, nella zona del lago d’Averno, che gli antichi associavano all’ingresso degli Inferi. Da qui il nome “orcola”, legata all’Orco, che col tempo si sarebbe poi trasformato in “annurca”. Oggi la Mela Annurca Campana è riconosciuta come prodotto IGP e viene coltivata nelle cinque provincie della regione, con la provincia di Caserta in prima fila.
Ciò che rende l’annurca davvero unica è il modo in cui matura. Viene raccolta tra settembre e ottobre quando è ancora verde o appena colorata, e completa la maturazione a terra, sui cosiddetti melai: letti di paglia o altri materiali morbidi dove le mele vengono disposte una accanto all’altra ed esposte al sole. Qui, per giorni, i coltivatori le girano a mano, una per una, finchè la buccia non assume il caratteristico colore rosso intenso. Un lavoro paziente e artigianale, che si tramanda di generazione in generazione e che trasforma la campagna campana in un mosaico di verde e rosso.
Piccola ma preziosa
L’annurca ha un gusto dolce con una leggera nota acidula e un profumo intenso. È ricca di fibre, vitamine e polifenoli, ed è stata oggetto di diversi studi universitari per i suoi possibili benefici sulla salute. Non a caso, le nonne la consigliavano ai bambini e a chi era convalescente.
Il modo migliore per gustarla, ovviamente, resta il più semplice: cruda e magari a fine pasto. Ma l’annurca si presta anche a torte, crostate, confetture e marmellate, oppure cotta al forno con un filo di miele e cannella. In alcune zone viene servita anche in abbinamento a formaggi stagionati.
Un’altra qualità che la distingue è la sua straordinaria resistenza: se conservata in un luogo fresco e asciutto, l’annurca può durare per mesi senza perdere consistenza e sapore. Per questo, un tempo, nelle case contadine non mancava mai una cassetta di mele riposta in cantina, pronta a portare un po’ di dolcezza fino alla primavera.
Ottobre è il momento giusto per cercarla nei mercati e dai produttori locali, così da portare a tavola un pezzo autentico della storia della Campania.





