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Tartufo nero di Bagnoli Iripino: il “re nero” dell’Irpinia torna in piazza

Dai boschi di faggio del Laceno alla 47ª Mostra Mercato: storia, profumo e sapori del Tuber mesentericum, il tartufo più “democratico” della Campania

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Tartufo Nero

Sotto i faggi dell’Alta Irpinia, a circa mille metri di quota, cresce il tartufo nero di Bagnoli. È il prodotto simbolo di Bagnoli Irpino, borgo in provincia di Avellino affacciato sull’altopiano del Laceno, tra i monti Cervialto e Terminio. Con l’autunno torna anche la festa che lo celebra da quasi mezzo secolo: “Il Nero di Bagnoli“, la Mostra Mercato del Tartufo Nero, che quest’anno arriva alla 47ª edizione.

Che cos’è il tartufo nero di Bagnoli

Il suo nome scientifico è Tuber Mesentericum Vitt., in omaggio al botanico milanese Carlo Vittadini, che lo classificò nell’Ottocento. Il termine “mesentericum” si riferisce alle venature biancastre della polpa, che è grigio scura e ricorda le pieghe dell’intestino. La scorza è bruno-neastra e ricoperta di piccole verruche.

Nella classificazione ufficiale è indicato come “tartufo nero ordinario”, un’etichetta che molti irpini considerano ingiusta. Lo distingue soprattutto il profumo: intenso e deciso, con una nota caratteristica che in zona chiamano “fenico”. È un aroma che non lascia facilmente indifferenti: o lo si ama al primo assaggio, o si impara ad amarlo.

Una storia antica

Il legame tra Bagnoli Irpino e il tartufo ha radici lontane. Già nel 1850 una carta delle produzioni del Regno delle Due Sicilie segnava il paese con l’icona del tartufo. Oggi il Nero di Bagnoli è riconosciuto come tartufo tipico campano dalla legge regionale n. 13 del 2006. La ricerca è ancora affidata ai tartufai e ai loro cani.

Il tartufo di Bagnoli Irpino viene spesso definito il “nero democratico” perchè costa meno dei tartufi più famosi ma ha un carattere tutto suo. In Irpinia lo si grattugia sui primi della tradizione, come la maccoronara, la pasta fatta a mano tipica della zona. Si abbina bene anche a uova, carni e formaggi locali come il pecorino bolognese. Si trova anche sott’olio o sotto forma di creme e salse, così da averlo in tavola tutto l’anno.

Il Nero di Bagnoli 2026: date e programma

La Mostra Mercato occupa due weekend nel centro storico di Bagnoli Irpino, dal 23 al 25 ottobre e dal 30 ottobre al 1º novembre. Tra vicoli in pietra e chiese antiche, gli stand gastronomici restano aperti a pranzo e a cena. Si possono trovare tartufo fresco, specialità tartufate, castagne, funghi porcini, formaggi e salumi del Laceno. Fanno parte della tradizione della festa anche il “tronco di castagne“, il dolce simbolo della sagra, e le dimostrazioni di ricerca con i cani di tartufo.

Tra i colori dell’autunno irpino e i sapori della montagna, il Nero di Bagnoli è l’occasione giusta per una gita fuori porta, alla scoperta di un tesoro gastronomico che merita di essere conosciuto.