La riapertura di S.Giovanni a Carbonara e il Museo Diocesano Diffuso. La recente riapertura della Chiesa di S.Giovanni a Carbonara, un gioiello gotico-rinascimentale troppo a lungo rimasto chiuso ai visitatori, è solo l’ultima iniziativa in ordine di tempo del cosiddetto MUDD ( Museo Diocesano Diffuso).
Che cosè’ il MUDD
Il Museo Diocesano Diffuso nasce nel 2022 per volere e per iniziativa del Cardinale di Napoli Domenico Battaglia. Fino a quel momento il Museo Diocesano , che raccoglie opere di proprietà della Curia Arcivescovile, era concentrato esclusivamente nelle due Chiese di Donnaregina Nuova ( barocca) e Donnaregina Vecchia (gotica) poste una di spalle all’altra nell’omonimo Largo che si apre davanti all’Arcivescovado. Ed era a pagamento.
Col passaggio al Museo Diocesano Diffuso si è completamente voltata pagina la missione di questa importante iniziativa è restituire man mano alla città il suo patrimonio artistico-religioso. Al contempo creare opportunità di lavoro per i giovani, laureati e non Riaprire o trasformare luoghi di culto inaccessibili e sepolti dall’oblio in luoghi di partecipazione, in cui far convergere cultura, spiritualità e sviluppo sociale.
Le parole del Cardinale sul MUDD
«Il MUDD rappresenta una visione profonda e partecipata della città, un’opportunità per risvegliare nei napoletani, e in particolare nei giovani, il legame con le proprie radici culturali e spirituali» Queste le inequivocabili parole del Cardinale Battaglia. Che nel 2024 ha promosso la creazione di un apposito organismo che si occupasse in pianta stabile dell’iniziativa
La Fondazione Napoli C’entro
La Fondazione Napoli C’entro è nata nel 2024 per promuovere non solo la valorizzazione del patrimonio artistico di Napoli, ma anche l’inclusione sociale e il contrasto alla disoccupazione giovanile.Dando una prospettiva di lavoro qualificato e qualificante e conseguendo indirettamente il miglioramento del livello di vita di ampie zone della città. Attraverso la cultura, l’arte e la spiritualità,
Oltre al Presidente della Fondazione che è lo stesso Cardinale, va sottolineato che Battaglia ha chiamato alla Vicepresidenza Don Antonio Loffredo. Per i pochi cui il nome dicesse poco, ricordiamo che si tratta del sacerdote protagonista con le sue iniziative della rinascita del Rione Sanità, oggetto perfino di una fiction RAI .
Perché questo nome
Perché questo nome. Centro si riferisce certo al cuore storico di Napoli. Ma anche al fatto che ogni chiesa che riapre è una nuova opportunità per la città di riappropriarsi della propria storia. Diventando centro di cultura e partecipazione grazie ai giovani cui è affidata.
Le ultime aperture riguardano i Tetti del Duomo di Napoli, la Chiesa di S. Aniello a Caponapoli e appunto S. Giovanni a Carbonara. Tutte visite guidate effettuabili quotidianamente e gratuitamente negli orari che si trovano sul portale del MUDD (oltre a tutte le altre informazioni su altri itinerari ed iniziative)
La restituzione delle opere d’arte
Non solo riapertura e valorizzazione delle chiese. Un altro scopo del MUDD è riportare ai loro luoghi originari le opere d’arte che nel tempo sono spostate in altri luoghi più sicuri ( in particolare musei e depositi) dal dopoguerra in poi. Questo a causa di bombardamenti, terremoti e sopratutto furti. Nel caso di San Giovanni a Carbonara ad esempio, nella sacrestia è stato ricollocato il ciclo delle tavole di Giorgio Vasari provenienti dal Museo di Capodimonte.
La cultura del dono
l modello di gestione del Museo Diocesano Diffuso, promuove la gratuità della fruizione dei beni culturali e religiosi attraverso la cultura del dono. D’altra parte il progetto della Fondazione Napoli C’entro mira al coinvolgimento delle comunità, avvicinando i visitatori alle opere. Ciò attraverso la cultura della libera donazione al termine delle visite ( senza dunque il pagamento di biglietti d’ingresso) e grazie alla preparazione dei giovani scelti per diventarne guide e custodi. Iniziativa assolutamente unica in Italia nel suo genere.
Dalla sanità a tutta la città
Si tratta di un metodo già sperimentato da Padre Loffredo alla Sanità, ossia la valorizzazione dei beni culturali quale punto di partenza che innesca una serie di meccanismi virtuosi. Educazione alla bellezza, conoscenza della propria storia e delle proprie radici, rafforzamento del proprio legame con la città. Tutto ciò genera un impatto economico-sociale assolutamente positivo. Che inoltre rende fieri di essere ambasciatori di una nuova visione della nostra città . Tocca a ognuno di noi sostenere e pubblicizzare l’iniziativa. Se vogliamo veramente, anche in questo modo, una Napoli migliore.







