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Gli studenti del Telese contro le classi “decimate”

Un limite che rischia di diventare un confine al quale gli studenti non vogliono aderire.

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Gli studenti del Telese di Ischia si uniscono alle proteste contro il decreto che prevede un tetto massimo di studenti stranieri in classe.

Il governo italiano ha introdotto il limite massimo del 30% di studenti stranieri per classe con il Decreto-Legge 30 settembre 2026, legge che desta scalpore e malumori tra studenti, professori, dirigenti e famiglie. Numerose proteste sono in corso in tutta Italia, da Nord a Sud. Questa mattina, gli studenti dell’Istituto Telese di Ischia, hanno affisso al cancello d’ingresso uno striscione che riporta: “Qua nessuno è straniero”.

La scuola e il dirigente scolastico Mario Sironi prendono posizione nella polemica sulle nuove disposizioni che prevedono un limite alla presenza in classe degli studenti stranieri con una conoscenza insufficiente della lingua italiana.

Un limite che rischia di diventare un confine al quale gli studenti non vogliono aderire. Per anni si è parlato di integrazione e ora tutto d’un tratto è come se si facesse un passo indietro. In tal senso, anche gli studenti dell’istituto Telese di Ischia si fanno portavoce della protesta. Il messaggio viene rilanciato anche sulla pagina Facebook dell’istituto: «All’I.P.S. Vincenzo Telese abbiamo le idee chiare e distinte…qua nessuno è straniero.» Una presa di posizione affidata alle parole della scuola, che accompagna l’esposizione dello striscione all’ingresso, perfettamente visibile dalla strada e che è subito rimbalzato sui social, dando eco ad una situazione che desta preoccupazione e malcontento generale.

Ricordiamo che il decreto non prevede un test che delinei quanto si comprenda la lingua. Alla primaria guarda il luogo di nascita e gli anni di scuola dell’infanzia. Alle medie e alle superiori guarda quanti anni lo studente ha già frequentato con successo nella scuola italiana. La sua conoscenza effettiva dell’italiano non decide quindi se rientra nel 30 per cento.