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giovedì, 26 Maggio 2022

29 agosto: la giornata internazionale contro i test nucleari

La giornata internazionale contro i test nucleari, che cade il 29 agosto, mira a sensibilizzare contro le devastanti conseguenze degli esperimenti nucleari, sia per il pianeta che per la vita umana

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il 29 agosto si celebra la giornata internazionale contro i test nucleari. Tale ricorrenza persegue l’obiettivo di un mondo libero da test nucleari — e dalle loro terribili conseguenze sull’ecosistema — che possa, gradualmente, rinunciare del tutto all’utilizzo di armi nucleari.

La giornata internazionale contro i test nucleari nasce da un’iniziativa dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 agosto 2009. Sebbene un mondo libero dalle armi nucleari sembri un obiettivo ancora lontano, questa giornata ha contribuito a creare, nel tempo, un ambiente di discussione nei confronti di tale tematica.

Le conseguenze dei test nucleari sono, difatti, devastanti sia per il delicato ecosistema del pianeta che per la vita umana. La contaminazione e le gravi conseguenze sull’ambiente, senza tener conto dei risvolti etici, sono sempre dietro l’angolo.

Test nucleari: le conseguenze sull’ecosistema

La zona settentrionale delle isole Marshall, ad esempio, luogo in cui gli americani hanno effettuato 67 test nucleari, presenta una contaminazione più elevata di Chernobyl, città protagonista dell’esplosione del reattore della centrale nucleare.

Questo gruppo di isole e piccoli arcipelaghi presenta una radioattività talmente elevata da renderne impossibile la ripopolazione. Uno studio pubblicato recentemente su PNAS ha dichiarato che il suolo di Bikini, una delle isole, contiene americio, cesio e due tipi differenti di plutonio.

I sottoprodotti delle reazioni nucleari sono stati rilevati in 38 campioni raccolti su 11 atolli. I ricercatori sostengono che anche solo avvicinarsi ad alcune di queste isole potrebbe avere gravi conseguenze per la salute.

L’orrore ad Hiroshima e Nagasaki

Non è solo il pianeta a risentirne. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, le conseguenze dell’utilizzo di armi nucleari sono state sotto gli occhi del mondo intero. Hiroshima e Nagasaki, prima dello sgancio delle bombe nucleari, avevano una popolazione rispettiva di 255mila e 195mila persone. Le vittime immediate furono 100mila, 255mila moriranno poi a causa di radiazioni, malformazioni e tumori nei 5 anni successivi. 

A partire dal 6 agosto 1945 sono stati effettuati circa 2000 test nucleari. Dal punto di vista legale, lo strumento per porre fine a questi devastanti esperimenti è il Trattato di divieto globale degli esperimenti nucleari. Ad oggi, però, solo 185 paesi l’hanno firmato e 170 ratificato.

Perciò, il 29 agosto è ancora estremamente necessario nella prospettiva ottimistica di ottenere, in futuro, un mondo più sicuro. 

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