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Overtourism, Napoli ostaggio del proprio successo

Overtourism, Napoli ostaggio del proprio successo e dei visitatori paganti, i cittadini del centro storico lamentano disagi su più fronti.

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Overtourism, Napoli ostaggio del proprio successo

Overtourism, Napoli ne ha scoperto il significato nel modo più napoletano: quando la città era già piena. Per anni si è invocato più turismo come un miracolo di San Gennaro. Il miracolo è arrivato, con qualche dettaglio omesso nel contratto: i turisti hanno bisogno di un posto dove dormire.

Overtoursim il boom che nessuno ha “ordinato”

Il centro storico, patrimonio UNESCO, è diventato un bene di consumo a cielo aperto. La stampa estera lo paragona a un parco a tema, e San Gregorio Armeno, la via dei presepi, vede ormai più selfie che pastori. Le attiviste e gli attivisti di Resta Abitante hanno sfilato l’8 dicembre 2025 con una Madonna e uno slogan chiaro: liberaci dall’overtourism. Quando si ricorre all’intercessione ultraterrena, si sa, vuol dire che la politica ordinaria è già in largo ritardo.

La politica ci prova ma…

Il Comune non è rimasto fermo: una delibera pro residenzialità fissa soglie per gli immobili turistici nel centro, l’imposta di soggiorno è salita (da 3 a 5,50 euro a notte per gli hotel a quattro stelle) e si è parlato di un ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri, già ipotizzato per San Gregorio Armeno. Il paradosso è evidente: per difendere la città dai troppi visitatori si studia come far pagare chi entra. Resta da capire se il ticket sia una barriera o un nuovo prodotto turistico. Perché una città che mette il biglietto d’ingresso ai vicoli rischia paradossalmente di diventare proprio quel parco a tema che voleva evitare.

Chi ci vuole restare, chi scappa e chi vorrebbe almeno dormirci

Ma il nodo non è quanti turisti arrivano. È dato di fatto che il problema degli spazi affligga anche i giovani studenti fuorisede che vogliono venire a studiare nel capoluogo campano. Posti che per questi giovani sono ormai utopia. Quanti invece dal centro storico stanno scappando nella provincia perché tra “facci bere” di centinaia di persone a tutte le ore nei vicoli già acusticamente peculiari, impossibilità di trovare posto auto se non a prezzi folli, e caos da traffico pedonale per i tanti visitatori, non ce la fa più a stare nel cuore della città.  È chi, tra i napoletani, resterà in città quando saranno finiti i posti letto.