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25 settembre: l’oceano di Balboa e il silenzio di Marte

25 settembre: Balboa scopre il Mar del Sur, nasce il primo giornale americano, debuttano gli U2 e Mars Observer parte verso Marte.

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25 settembre: l’oceano di Balboa e il silenzio di Marte
Immagine generata con l'AI

1513: Balboa scopre il Mar del Sur

Prima di vederlo, Vasco Núñez de Balboa ne ha sentito parlare dalle popolazioni dell’istmo di Panama. Oltre le montagne c’è un altro mare, e lungo le sue coste si trovano terre ricche d’oro. Fra coloro che gli forniscono queste informazioni c’è Panquiaco, figlio del capo indigeno Comagre. Il conquistatore spagnolo parte da Santa María la Antigua del Darién all’inizio di settembre del 1513. La spedizione attraversa foreste e rilievi grazie all’aiuto di guide locali. Il rapporto con le comunità dell’istmo alterna alleanze e violenza: alcuni capi offrono viveri e assistenza, altri oppongono resistenza agli spagnoli. Il 25 settembre Balboa raggiunge un’altura e scorge l’acqua all’orizzonte.

È il primo avvistamento europeo documentato del Pacifico dalle coste americane. Per gli abitanti della regione quelle acque appartengono invece a una geografia conosciuta. Gli spagnoli le chiamano Mar del Sur, Mare del Sud. Il nome Pacifico arriverà nel 1520, durante il viaggio di Ferdinando Magellano.

Il 29 settembre Balboa raggiunge il mare e ne rivendica il possesso per la monarchia spagnola. La notizia conferma agli europei che oltre le terre esplorate a occidente dell’Atlantico si estende un altro immenso spazio marittimo. Attraversarlo, misurarne le distanze e trovare una rotta verso l’Asia richiederà nuove spedizioni. Intanto, la Corona dispone di un’altra direzione verso cui spingere la conquista.

1690: il giornale che dura soltanto quattro giorni

A Boston, quasi due secoli dopo, Benjamin Harris apre un’impresa destinata a durare appena quattro giorni. Il 25 settembre 1690 pubblica Publick Occurrences Both Forreign and Domestick, generalmente considerato il primo giornale delle colonie britanniche del Nord America.

Tre pagine sono stampate, la quarta rimane bianca. Il foglio racconta il vaiolo che ha colpito Boston, gli incendi e le operazioni militari contro i francesi. Harris, libraio ed editore inglese, promette di ricorrere a fonti attendibili e correggere gli errori nell’edizione successiva. Prevede un’uscita mensile, da rendere più frequente se gli avvenimenti lo richiederanno.

Ma nelle sue pagine compaiono anche indiscrezioni sulla famiglia di Luigi XIV e critiche al trattamento dei prigionieri francesi da parte degli alleati indigeni degli inglesi. Il giornale entra così in questioni diplomatiche e militari sulle quali le autorità coloniali pretendono di mantenere il controllo.

Il 29 settembre il governatore e il consiglio del Massachusetts ne ordinano la soppressione. Contestano l’assenza di autorizzazione, le osservazioni offensive e le notizie giudicate dubbie. Il provvedimento ribadisce che nessuno potrà stampare senza una licenza preventiva.

Il secondo numero non uscirà. Per una pubblicazione continuativa bisognerà attendere il Boston News-Letter, nel 1704.

25 settembre 1956: TAT-1 porta la voce attraverso l’Atlantico

Londra, Ottawa e New York si parlano il 25 settembre 1956 per inaugurare TAT-1, il primo sistema telefonico transatlantico via cavo sottomarino. Il progetto nasce dalla collaborazione fra AT&T, il British Post Office e la Canadian Overseas Telecommunication Corporation.

Le telefonate attraverso l’oceano esistono già: il servizio commerciale via radio risale al 1927. La qualità, però, dipende dalle condizioni di propagazione e risente delle interferenze. TAT-1 offre un collegamento molto più stabile, con una capacità iniziale di trentasei canali a banda telefonica.

La tratta principale unisce la Scozia a Terranova attraverso due cavi, uno per ciascuna direzione della conversazione, posati dalla nave Monarch nelle campagne del 1955 e del 1956. Lungo ogni cavo lavorano cinquantuno ripetitori: amplificano il segnale, che altrimenti si indebolirebbe prima di raggiungere l’altra sponda.

Sono apparecchiature costruite per funzionare sul fondo dell’Atlantico, dove una riparazione comporterebbe il recupero del cavo. L’affidabilità dei componenti conta quanto la loro capacità di trasmettere. Il sistema resterà operativo fino al 1978, aprendo una stagione in cui le comunicazioni intercontinentali dipenderanno sempre più dalle infrastrutture sommerse.

1974: Tommy John e l’intervento da una possibilità su cento

Nel settembre 1974, Tommy John deve decidere se affidare il proprio futuro a un intervento mai sperimentato su un lanciatore professionista. Ha trentun anni, gioca per i Los Angeles Dodgers e durante l’estate si è lesionato il legamento collaterale ulnare del gomito sinistro. Il riposo e l’immobilizzazione non hanno risolto il problema.

Il chirurgo Frank Jobe propone di ricostruire il legamento usando un tendine dello stesso atleta. Il 25 settembre preleva il tessuto dall’avambraccio destro, pratica piccoli fori nelle ossa del gomito sinistro e vi fa passare il tendine, ricreando il sostegno necessario all’articolazione. Anni dopo racconterà di aver attribuito a John una possibilità su cento di tornare a lanciare ai massimi livelli.

Il recupero si complica. Il giocatore perde sensibilità all’anulare e al mignolo e fatica a usare la mano. In dicembre Jobe deve intervenire nuovamente, questa volta sul nervo ulnare.

John salta tutta la stagione 1975. Riacquista gradualmente sensibilità e forza, riprende a lanciare in allenamento e torna in Major League nel 1976. Da quel momento ottiene altre 164 vittorie, più delle 124 conquistate prima dell’operazione. Disputa quattordici stagioni e si ritira nel 1989, a quarantasei anni.

Il suo nome entra nel vocabolario della medicina sportiva: Tommy John surgery. Dietro quella formula rimangono due interventi e un lungo periodo nel quale il ritorno in campo è tutt’altro che garantito.

25 settembre 1976: gli U2 cominciano in una cucina di Dublino

A Dublino, sabato 25 settembre 1976, Larry Mullen Jr. aspetta a casa i ragazzi che hanno risposto al suo annuncio. Ha quattordici anni e ha affisso alla Mount Temple Comprehensive School un messaggio per cercare musicisti. Suona già la batteria e ha esperienza nelle bande musicali; adesso vuole mettere insieme un gruppo rock.

La prima prova si tiene nella cucina della casa di famiglia, ad Artane. Fra i presenti ci sono Paul Hewson, David Evans e Adam Clayton. Hewson diventerà Bono, Evans sarà The Edge. C’è anche Dik Evans, fratello maggiore di David: la formazione che si chiamerà Feedback comprende inizialmente cinque musicisti.

Il gruppo diventa poi The Hype. Nel marzo 1978, con l’uscita di Dik, prende forma il quartetto destinato a diventare celebre. Nello stesso periodo arriva il nome U2, suggerito dal musicista e grafico Steve Averill.

Per il primo album, Boy, bisognerà aspettare il 1980. In mezzo ci sono concerti, cambiamenti e tentativi di ottenere un contratto discografico. La cucina di Artane diventerà un luogo delle origini soltanto a posteriori: quel sabato è lo spazio disponibile per provare a suonare insieme.

1988: Flo-Jo domina i Giochi di Seul

Il 25 settembre 1988 Florence Griffith Joyner si presenta alla finale olimpica dei cento metri a Seul con un record mondiale già in tasca. A luglio, nei trials statunitensi di Indianapolis, ha corso in 10”49. Quattro anni prima, a Los Angeles, aveva conquistato l’argento nei duecento; in Corea del Sud cerca il primo titolo olimpico.

Vince in 10”54. Il vento favorevole soffia a tre metri al secondo, oltre il limite di due previsto per l’omologazione dei primati. L’oro è pienamente valido; il tempo, comunque superiore al 10”49 di Indianapolis, rimane una prestazione ventosa.

La dimostrazione più impressionante arriva il 29 settembre, nei duecento metri. In semifinale Flo-Jo corre in 21”56 e stabilisce il record mondiale. In finale lo abbassa ancora, fino a 21”34. Due primati nella stessa giornata.

Chiude i Giochi con tre ori — cento, duecento e staffetta 4×100 — e l’argento nella 4×400. Quest’ultima medaglia completa un programma che la porta a gareggiare anche su una distanza diversa dalle sue specialità individuali.

La sua immagine diventa inseparabile da quell’Olimpiade: completi asimmetrici, colori accesi, capelli lunghi e unghie decorate. L’interesse per la moda proseguirà dopo il ritiro, quando disegnerà anche le divise degli Indiana Pacers, squadra della NBA. A Seul, però, sono anzitutto i cronometri a raccontare la sua settimana.

25 settembre 1992: Mars Observer e il silenzio prima dell’orbita

Il 25 settembre 1992, da Cape Canaveral, un Titan III porta nello spazio Mars Observer. Sono trascorsi diciassette anni dai lanci dei Viking: la NASA torna a inviare una missione verso Marte con l’obiettivo di studiarlo sistematicamente dall’orbita.

La sonda deve lavorare per un intero anno marziano, circa 687 giorni terrestri. Una fotocamera ad alta risoluzione riprenderà il terreno; un altimetro laser misurerà montagne, pianure e depressioni; altri strumenti studieranno la composizione della superficie, l’atmosfera e il magnetismo del pianeta. Osservazioni ripetute permetteranno di seguire anche i cambiamenti stagionali.

Il viaggio dura quasi undici mesi. Nell’agosto 1993 Mars Observer è prossima alla destinazione e si prepara alla manovra di ingresso in orbita, fissata per il giorno 24.

Prima della pressurizzazione dei serbatoi di propellente, il trasmettitore viene spento per precauzione. Al termine della procedura dovrebbe riaccendersi. A Terra, però, non arriva alcun segnale.

I tentativi di recuperare il contatto falliscono. L’indagine prende in esame diversi guasti, fra cui una rottura del sistema di propulsione e problemi all’alimentazione elettrica o all’elettronica. L’assenza di dati trasmessi durante quel passaggio impedisce di ricostruire con certezza l’accaduto. Il programma scientifico previsto dall’orbita marziana non comincerà.

Il lavoro sugli strumenti, tuttavia, prosegue. Mars Global Surveyor, lanciata nel 1996, porta nuove versioni di apparecchiature sviluppate per Mars Observer, fra cui la fotocamera, l’altimetro laser e lo spettrometro per le osservazioni nell’infrarosso. Raggiunge Marte nel 1997 e raccoglie per anni immagini e misure che cambiano la conoscenza del pianeta.

Le mappe immaginate per la missione del 1992 prendono così forma attraverso un’altra sonda. Resta irrisolto ciò che accadde alla prima, durante una pausa nelle comunicazioni che avrebbe dovuto durare soltanto il tempo di una procedura.