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17 maggio: Giornata Internazionale contro l’omofobia

Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Per questo oggi è la giornata contro l’omofobia.

Venne istituita nel 2007 dall’Unione Europea, con l’intento di condannare le discriminazioni perpetrate contro le persone sulla base del loro orientamento sessuale.

Il 17 maggio del 1990, l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie divulgata dall’OMS. Ragion per cui, la data è stata eletta come Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Il principio di uguaglianza e di non discriminazione rappresenta un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani. È garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (articolo 14) ed è stato consolidato dal Protocollo nº 12, che vieta qualunque forma di discriminazione dalle autorità pubbliche, per qualunque motivo.

In un mondo in cui l’orientamento sessuale è ancora motivo di atteggiamenti di odio e discriminazione, è sempre più urgente riuscire a prendere una posizione per la difesa del dirittoper tutti, di amare.

È quantomeno grottesco che si debba, ancora oggi, parlare di omofobia, restando cristallizzati in un passato duro da battere, gremito di diritti negati e soprusi. Le azioni omofobiche avvenute in numerosi Stati membri hanno denotato una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI).

Questi accadimenti hanno, inoltre, rivelato che le autorità competenti preposte alla protezione dei cittadini contro ogni forma di discriminazione, in molte occasioni, incoraggiano questi abusi, e, per di più, li difendono attivamente.

In Italia, stando ai dati propalati da Fabrizio Marrazzo – responsabile Gay Help Line (800.713.713) e portavoce Gay Center è di oltre cinquanta soggetti alla mercede giornaliera che contatta il servizio per denunciare i soprusi fisici e verbali subiti; per un totale di circa 20.000 l’anno.

Negli ultimi 12 mesi c’è stato un aumento del 9% in abusi e violenze, un dato che arriva al 40% tra gli adolescenti durante la pandemia da Covid19, la quale ha esposto alcuni individui a maggiore violenza domestica da parte di genitori o coinquilini omofobi.

Quando l’omosessualità era considerata una malattia

La data optata per la ricorrenza ricorda il 17 maggio 1990, data in cui l’Organizzazione mondiale della sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Occorsero, però, altri quattro anni affinché la decisione divenisse concreta e fattiva, in occasione della pubblicazione della successiva edizione del DSM-5 (Diagnostic and statistical manual of mental disorders), stilato nel 1994.

Manca una legge contro l’omofobia: l’urgenza dell’approvazione del DDL Zan

Di omofobia, in Italia, si muore ancora.
Arcigay evidenzia l’assenza nel nostro Bel Paese, in dissonanza con altri paesi europei, di una legislazione efficace per il contrasto delle discriminazioni verso l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Occorre tempestivamente una legge contro l’omofobia e i crimini ad essa collegati, punendo così il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica.

Il disegno di legge Zan (DDL Zan), che eredita il suo nome dal deputato del Pd che l’ha proposto, cioè Alessandro Zan, prevede aggravanti specifiche per i crimini d’odio e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili e sta generando accese discussioni nel panorama politico, oltre che nel dibattito pubblico.

Il ddl è stato approvato nel novembre 2020, alla Camera dei Deputati. Sennonché, a seguito del primo via libera, la legge è rimasta per lunghi mesi in stallo in commissione, a causa dell’ostruzionismo operato dalla Lega e del suo senatore Andrea Ostellari, presidente giustappunto della commissione di Giustizia. Da qui si sono propiziati moltissimi tira e molla, con rinvii continui.

Il 28 aprile, tuttavia, la situazione si è sbloccata: con 13 sì e 11 no, il ddl è stato calendarizzato a Palazzo Madama. L’inghippo, altresì, rimane il fatto che il relatore sarà proprio il presidente Ostellari, che si è mostrato determinato a mantenere la delega come relatore unico.

Purtroppo, non esiste ancora certezza alcuna sulla sua definitiva approvazione.

La Città Metropolitana di Napoli aderisce alla campagna contro “l’hate speech”, l’odio via social

In occasione del 17 maggio 2021 – diciassettesima Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia – la Città Metropolitana di Napoli, partner della Rete RE.A.DY, aderisce alla campagna di comunicazione per il contrasto all’utilizzo di parole d’odio (indicato internazionalmente come “Hate Speech”).

La discriminazione non può più essere tollerata. Nessuno mai dovrebbe temere di camminare in strada tenendo per mano la persona amata.