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Visciolata: il vino di visciole tipico delle Marche

È arrivato il periodo delle visciole, quindi perché non preparare la visciolata, un vino tipico della regione Marche. Le visciole sono un frutto antichissimo molto simile alle amarene che si raccoglie tra fine giugno e metà luglio.

Questo vino dolce si presenta un retrogusto amarognolo, dal colore rosso purpureo intenso che tinge le labbra.

Anticamente la visciolata era considerato un “elisir da corteggiamento”, in quanto era amato particolarmente dalle donne.

Questo è uno prodotti tipici dell’enologia marchigiana, unico nel suo genere, in quanto appartiene al patrimonio regionale.

La visciolata marchigiana

Nelle Marche la visciolata non è considerata come un semplice vino ma come un patrimonio da tutelare. Questo viene prodotto da procedure di vinificazione tramandate di generazione in generazione.

Questo prodotto non è molto conosciuto al di fuori della regione, per questo spesso desta una certa curiosità e stupore per diversi motivi.

In primis, per l’utilizzo delle visciole al posto della classica uva.

La visciola è un frutto antichissimo e ormai raro che ricorda le ciliegie o le amarene.

Si tratta di una pianta selvatica che matura i suoi frutti in estate ed è tipico di  alcune zone delle Marche come l’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino e la Vallesina.

L’albero di visciole

L’origine dell’albero è antichissima. Anche questo come tutte le varietà di ciliegie arriva dall’Oriente. A parlarne ne è anche Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”. Questo racconta come il ciliegio fu portato in Italia dal generale Lucinio Lucullo dopo la vittoria su Mitridate. Dunque prima di allora, la ciliegia e le specie da essa discendenti, erano sconosciute nel territorio italiano.

I Romani rimasero affascinati da questo frutto e iniziarono a degustarlo con il miele. Durante il Medioevo, invece, questi frutti furono usati per la preparazione di sciroppi e sieri.

Mentre le ciliegie sono attualmente conosciute in tutto il mondo, meno fortunate furono le cugine “visciole”, patrimonio attualmente custodito appunto, solo dalle Marche.

Ma quali sono i segreti per preparare la visciolata?

Ci sono due le modalità di preparazione tipicamente condivise.

Nel primo caso, si è soliti preparare un composto a base di visciole appena raccolte e zucchero. Questo viene lasciato riposare fino al periodo della vendemmia quando verrà unito al mosto prodotto dalla pigiatura dell’uva rossa.

Le visciole unite allo zucchero e al mosto vengono lasciate fermentare fino alla primavera successiva, quando il vino, filtrato dal frutto, è pronto per essere imbottigliato.

Nel secondo caso, le visciole sono fatte macerare sin dal momento successivo alla raccolta nel vino, anche in questo caso con l’aggiunta di zucchero.

Abbinamenti

La visciolata Può essere bevuta da sola, a fine pasto, o per accompagnare pasticceria secca.

L’abbinamento perfetto è con i tipici cantucci.