Truffe telefoniche. Un consiglio utile per evitarle. L’articolo 640 del codice penale italiano, intitolato “truffa”, cita: “Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da Euro a Euro 1032”. Negli ultimi anni in Italia si sono verificati milioni casi di truffe e il modo in cui vengono orchestrate è in continua evoluzione. La facilità con cui sono state raggirate tante persone ha indotto il governo e le amministrazioni a massicce campagne di informazione, ma nonostante i ripetuti appelli delle forze dell’ordine non passa giorno senza che si registri in ogni città una denuncia per truffa. In molti casi i truffaldini bussano alla porta con falsi documenti e, con varie scusanti, si fanno consegnare denaro e oggetti di valore. La massiccia campagna di informazione, unitamente all’invito delle forze dell’ordine , a non aprire le porte a persone sconosciute, previo avviso pubblico, ha prodotto ottimi risultati e portato ad un significativo calo del numero di queste denunce. Purtroppo ciò non è avvenuto per le truffe telefoniche. Il metodo è sempre lo stesso: chiamano fingendosi un parente, nella maggior parte dei casi figlio o nipote, e avanzano una richiesta in denaro. Richiesta, che risulta essere sempre come una richiesta di aiuto: mamma ho avuto un incidente; nonna ho un pacco da ritirare mi occorrono soldi; papà mi occorrono trecento Euro devo pagare un debito ecc. Il consiglio era sempre lo stesso, cioè chiudere la telefonata e chiamare con il proprio telefono la persona in causa (figlio, nipote, ecc). Metodo che in taluni casi ha funzionato per smascherare la truffa. Oggigiorno, con le nuove tecnologie, i truffatori sono in grado di deviare le telefonate. In pratica si è convinti di aver composto il numero della persona, ma il deviatore reinvia ai truffatori la telefonata. Ma non finisce qua, perché, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, sono in grado di riprodurre il suono della voce della persona (sempre il figlio, nipote, ecc), che si è convinti di aver chiamato. E così scatta la truffa. Ma c’è un modo semplice per aggirare il problema: una parola chiave. Una sorta di parola d’ordine da usare in famiglia in caso di telefonate anomale. Che sia il nome del cane di famiglia oppure il colore degli occhi della nonna poco importa. L’importante è aver trovato un modo semplice per non cadere in una truffa telefonica.
Truffe telefoniche. Un consiglio utile per evitarle
Meno truffe telefoniche con una parola chiave. Una sorta di parola d’ordine da usare in famiglia in caso di telefonate anomale.





