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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Riduzione dello stato d’ozono: una giornata per sensibilizzare le popolazioni

Istituita nel 1994 una giornata internazionale nata per contrastare il famigerato fenomeno del "Buco nell'ozono"

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Il 16 settembre, ogni anno, si celebra la Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono.

Questa giornata fu istituita nel 1994, dall’ Assemblea delle Nazioni Unite,per sensibbilizare, Nazioni, popolazioni, Enti e imprese sulla quesione della riduzione di questo strato di gas in atmosfera.

Una riduzione che, insieme a una serie concatenata di altri fattori, contribuisce al cambiamento climatico che il nostro pianeta sta affrontando negli ultimi decenni, con conseguenze disastrose per molte specie animali e per l’uomo stesso.

La scelta del 16 settembre ètutt’altro che casuale, si scelse questa data perchè nel 1987, lo stesso giorno, fu siglato il Protocollo di Montreal.

Il Protocollo di Montreal segnò una svolta per quel che riguarda le politiche industriali di molti paesi, che compresero l’importanza di preservare lo stato di salute dell’atmosfera. Questo documento contenie la catalogazione delle sostanze chimiche rilasciate dall’uomo nell’atmosfera, come i clorofluorocarburi, il bromuro di metile, i gas Halon e il metilcloroformio, nocive per l’ambiente, nonchè le misure necessarie per contrastare l’assottigliamento dello strato di ozono.

Ma cos’è il buco dell’Ozono?

L’ozonosfera, immagiando l’atmosfera terrestre come una serie di cerchi concentrici, è contenuta nella parte più bassa della stratosfera, a circa 15-40 km di altitudine. Questo strato è indispensabile perl la soparvvivenza sul nostro pianeta in quanto filtra gran parte delle radiazioni UV-B provenienti dal Sole.
A partire dagli anni Settanta, lo strato di ozono si è in modo progressivo, per un pò di tempo ignorato, assottigliato sino alla formazione di  un vero e proprio buco.

La causa di questo fenomeno è imputabile alle emissioni delle attività produttive contenenti composti di bromo e cloro, che innescano tutta una serie di reazioni chimico fisiche dette ozono-distruttive.

Dagli studi condotti in quegli anni si evinse che uno dei maggiori responsabili della distruzione dello strato di ozono è il freon, un gas utilizzato nella produzione degli impianti refrigeranti: a Montreal fu messo al bando insieme ai CFC (clorofuorocarburi) e agli HCFC (idroclorofuorocarburi).

Protocolli come quello di Montreal, prima, e quello di Kyoto,poi, hanno fatto si che, a partire dalla fine degli anni Novanta,  si sta osservando una progressiva riduzione del buco dell’ozono. Nel gennaio 2018 la NASA, attraverso rivelazioni satellitari, ha constatato che dal 2005 il buco si è ridotto di circa il 20%:  ad oggi si calcola che, continuando su questa strada, l’ozono possa ripristinarsi interamente intorno al 2050.

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