Il teatro ha patito come, ultimo in ordine di arrivo, dichiarato dall’attore partenopeo noto per la soap di Posillipo “Un posto al sole”, Patrizio Rispo la chiusura forzata dall’emergenza. Analoghe anche le dichiarazioni della Laurito nazionale, la quale ha definito l’impossibilità e la limitatezza performativa della webcam per l’attore teatrale. Una prima soluzione si pronostica con la decisione avallata dal comitato artistico della chermesse de Napoli Teatro Festival Italia di anticipare in luglio l’appuntamento.
Napoli Teatro Festival Italia, nota rassegna campana a livello internazionale, ha deciso di riaprire i battenti anticipando di alcuni mesi l’appuntamento settembrino previsto per fronteggiare l’emergenza.
Grazie alla scelta delle locations, solitamente innervate in luoghi emblematica della cultura del Mezzogiorno campano, la rassegna potrà svolgersi secondo le normative previste per la Fase 2 e nei mesi esitivi.
Il settore culturale, soprattutto teatrale, è stato largamente depenalizzato dalla stasi dovuta all’emergenza e ha cercato di mantenere alto il suo vessillo.
L’evento teatrale patrocinato dalla Fondazione Campania dei Festival e dalla Regione Campania, diretto da Ruggiero Cappuccio, ha rischiato di veder sfumare qualsiasi ipotetica rappresentazione, dopo l’ultimo comunicato del mese di aprile.
Durante la precedente edizione, Napoli Teatro Festival Italia è riuscita a portare sui palcoscenici della chermesse campana nomi quali Leo Gullotta, Alessandro Gassman; abbracciando un dialogo interdisciplinare della drammaturgia con letteratura, musica, danza e cinema, facendo del “fabulare” il sostrato comune.
Al momento la rassegna non ha ancora comunicato in via definitiva l’intera programmazione e dei luoghi che faranno da sfondo alla rassegna teatrale e meta-teatrale, nonostante si muova già qualcosa. Difficile sarà una partecipazione internazionale, connotato caratteristico della rassegna, capace di chiamare a sé partecipazioni vari emisferi.
Lo stesso Rispo, vicepresidente del Teatro Nazionale-Stabile di Napoli aveva sottolineato, nell’avanzare la possibilità di una fase 2, di adoperare spazi aperti e misure cautelati per dar luogo alla ripresa del settore teatrale, vessato da una crisi già di lunga durata e maggiormente aggravata dagli ultimi mesi.

