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Napoli, la concretizzazione ideale dei capisaldi rinascimentali

Un tuffo nel passato per identificare alcuni stralci del presente in un coacervo di trepidazioni aggrovigliati infinitamente; se in un punto passano infinite rette, in una partita si avviluppano interminabili emozioni. Ma perché è così importante catapultarsi, attraverso l’utilizzo di verbi di tempo trapassato remoto, in un’epoca così antica? Si fa riferimento al 1400 e all’Umanesimo, fenomeno innovatore il quale ha sottolineato il momento ideologico-culturale, la consapevolezza che di sé ebbe il nuovo periodo storico. In questo lasso temporale giungono a maturazione e a completa realizzazione tutti i fermenti emersi nei secoli precedenti: laicizzazione della cultura ed in particolare l’individualismo, cioè l’autentica cognizione delle proprie capacità. Caro Napoli rivolgi anche i tuoi occhi azzurri verso il passato e recupera gli antichi valori dell’età rinascimentale.

Credere nelle proprie capacità è sempre stata un’ardua problematica da affrontare, ma con l’avvento dell’Umanesimo la situazione tende a mutare. Proprio con questa voce, è sorto, infatti, un suggerimento che insegna a valorizzare alcuni fattori chiave della visione degli intellettuali quattrocenteschi. Si sviluppa una rinnovata fiducia nelle doti e nelle possibilità della razza umana. Appare centrale, dunque, per mister Gattuso impartire questa breve lezione di letteratura ai propri ragazzi, per ritornare ad essere, come nell’antichità, artefici del proprio destino. Gli azzurri, infatti, dovranno recuperare la possibilità di comprendere il mondo calcistico che li circonda e modificarlo secondo i propri fini.

Un’occhiata al passato per affrontare il passato in effetti, una circonferenza composta da elementi a cui rifarsi ed altri legati al concetto di reminscenza. Contemplare e riprendere i remoti principi in riferimento all’Umanesimo e non lasciarsi abbindolare da flashback a tratti rossoneri. Rino Gattuso, infatti, sfida il suo passato per permettere al Napoli di agguantare il quarto posto e prenotare un posto per l’anno successivo nella hambre élégante d’Europa. Il tecnico calabrese dovrà giocarsi tutte le carte, dato che il treno Champions corre velocemente e l’ombra di un nuovo allenatore continua ad aleggiare sulla sua panchina. L’Atalanta pare non fermarsi, la ciclicità della Juventus, nonostante il suo ritmo altalenante, è ugualmente da Champions.

La destinazione è stata decretata, ma la rotta deve necessariamente essere invertita. Perché se al Maradona ci sono stati stimoli maggiori per ricercare e poi trovare un certo genere di solidità, in trasferta la situazione è decisamente differente. Dopo quattro successi consecutivi in casa, il rendimento esterno, invece, è completamente disastroso, forse la vera spina nel fianco della rosa allenata da Gattuso. Il pareggio al Mapei Stadium con il Sassuolo ha interrotto una catena di risultati deludenti, ma l’ultima vittoria risale al lontano 10 gennaio. Una data troppo distante, una dimostrazione di un’involuzione non conforme ad una squadra che aspira ad un posto tra le big d’Europa.

Per quanto concerne la probabile formazione degli azzurri, oltre Amir Rrahmani, il quale ha rimediato un problema muscolare, anche Lozano e Manolas sono rimasti a Napoli e non saranno a disposizione per il Milan. I due calciatori non sono ancora in ottime condizioni per assaporare il gusto di calpestare il terreno di gioco. Non rischiare è una scelta prudente e cauta, oltre che saggia, saranno necessari tutti i calciatori della rosa per un l’agguerrito sprint finale.

Numerosi sono comunque i dubbi per Ringhio sul percorso nel quale sarà condotto alla scala del calcio, l’impianto della sua vita, lo stadio San Siro di Milano. In vista del posticipo serale in questa domenica di marzo, gli azzurri dovranno comunque fare i conti con i tanti infortunati, frutto di una μοίρα sciagurata. Nell’ipoetico 4-2-3-1 di Gattuso, a difendere i pali toccherà ad Ospina, coperto dal tandem difensivo Maksimovic-Koulibaly; sulle corsie spingeranno Di Lorenzo e Hysaj. In cabina di regia Demme e Fabiàn avranno una casacca da titolare, con Politano, Zielinski ed Insigne in attacco. Il rebus principale del mister sarà tra Osimhen e Mertens, ma quest’ultimo sembra essere preferito al primo.

È giunto il momento di affidarsi alle proprie capacità, nervi saldi e tanta concentrazione per ricercare negli abissi del proprio animo e recuperare le qualità nascoste. Sii prudente caro Napoli, ma sii abile ad azzardare quando l’attimo sarà fuggente.