Calcio e VAR. Quando, come e perché. Ormai diffusissimo in tutti i continenti e nella maggior parte delle competizioni calcistiche , il VAR si è universalmente affermato come strumento essenziale di controllo della regolarità delle partite di calcio. L’International Football Association Board ha approvato l’utilizzo del VAR nel 2016, anno in cui è stato usato per la prima volta. Fondamentale è la sua capacità di ridurre al massimo ( se non proprio azzerare) gli errori arbitrali grazie alla revisione dei filmati. Vediamo in sintesi di cosa si tratta.
Il significato di VAR
Il V.A.R. è uno strumento per esaminare situazioni dubbie. Col suo avvento oltre all’arbitro e ai due guardialinee (giudici in campo) sono stati aggiunti altri due ufficiali di gara che collaborano a distanza con i tre in campo grazie alla comunicazione via radio.
VAR (acronimo dell’inglese Video Assistant Referee, ossia arbitro di videoassistenza) è un arbitro in attività o un ex arbitro. AVAR (acronimo dell’inglese Assistant Video Assistant Referee, ossia assistente del VAR) è un assistente non arbitro.
Quando si usa il VAR
Il VAR viene usato solo in quattro casi, determinanti per l’esito della partita e del risultato:
assegnazione di un gol
assegnazione di un calcio di rigore
espulsione diretta (non per somma di ammonizioni);
errore di identità (ammonizione o espulsione di un calciatore al posto di un altro)
Come si usa il VAR
Quando il VAR nota un errore riferibile a uno dei quattro casi arriva il check video. Nel caso del “silent check” il gioco prosegue perché il VAR conferma che non c’è stato errore.
Nel caso di una revisione più lunga, alla prima interruzione di gioco l’arbitro segnala ai calciatori (indicando il suo auricolare ) che è in corso un check video
VAR e AVAR si trovano in una sala video con diversi monitor che mostrano lo stesso episodio ripreso da diverse angolazioni. Il VAR e l’AVAR comunicano via radio con l’arbitro in campo, che infatti è dotato di auricolare e microfono.
Ci sono tre fasi successive:
– VAR e AVAR informano l’arbitro che una decisione che ha preso può essere errata. Oppure è l’arbitro che ha dubbi e li contatta
– VAR e l’AVAR rivedono il video dell’episodio e ragguagliano l’arbitro
– l’arbitro, cui spetta sempre la decisione finale almeno nel campionato italiano, a questo punto può liberamente decidere di rivedere il video su uno schermo a bordo campo
Perché si usa il VAR
L’aiuto del sistema VAR non può essere richiesto né dagli allenatori né dai giocatori delle due squadre in campo, ma solo dall’arbitro ( in campo e fuori campo). Se è il VAR ad avvisare l’arbitro in campo, questi può anche decidere di ignorare il suo avviso.
Ai Mondiali di calcio 2026 è stata introdotta una novità. Il Var può richiamare l’arbitro per eventuali falli commessi dalla squadra attaccante prima della rimessa in gioco (da corner o punizione) Alla fine del Mondiale sarà presa una decisione definitiva sul mantenere o meno questa novità
Pregi e difetti del VAR
La tecnologia VAR evita clamorosi errori umani ( gol in fuorigioco o rigori inesistenti) e perciò ha molto ridotto le polemiche dei tifosi e degli sportivi su presunti favori arbitrali, un tempo frequentissime e che si trascinavano per settimane
Il fatto poi di sapere di essere ripresi induce i calciatori a ridurre le simulazioni e i falli di reazione violenti quando l’arbitro è voltato
A fronte di questi innegabili vantaggi ci sono però le interruzioni che interrompono il ritmo partita. E poi resta sempre un margine di interpretazione delle immagini, vedi l’entità di un contatto oppure la volontarietà di un fallo di mano.
Una cosa è certa. Se ci fosse stato il VAR ai Mondiali del 1986, la celeberrima rete segnata con la mano da Maradona ai quarti di finale con l’Inghilterra sarebbe stata certamente annullata. E non si sarebbe mai parlato di mano de Dios, come lo stesso calciatore disse con ironia per giustificare il suo gesto.
Sarebbe stato meglio, per chi lo considera un gesto antisportivo e scorretto, o addirittura blasfemo? Oppure no, per chi lo ha mitizzato ritenendolo un gesto creativo e astuto, se non addirittura poetico?
Una cosa è certa. In Inghilterra i tifosi dopo quarant’anni schiumano ancora rabbia, fino ad invocare un VAR retroattivo. Chissà come andrà a finire.





