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sabato, 8 Maggio 2021

Il futuro dei musei: l’arte e i videogiochi

Sono ormai moltissimi gli esperimenti che mettono in relazione arte e videogiochi: è questo il futuro dell'esperienza artistica e culturale nel tempo libero?

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Anna Borriello
Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale inoltre studio musica da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il futuro dei musei sta nell’interazione. A sostegno di ciò, spopolano ormai gli esperimenti in tutta Italia che tentano di rendere l’esperienza artistica quanto più immersiva possibile. Come? Attraverso i videogiochi.

Un vero e proprio pioniere in questo campo, in particolare riguardo il connubio tra arte e videogiochi, è Fabio Viola, laureato in Conservazione dei Beni Culturali e gamification designer. Impegnato da anni nel tentativo di far funzionare questo matrimonio — solo apparentemente difficile — è stato uno dei primi al mondo a dedicarsi a cultura e videogames.

Il suo obiettivo? Far innamorare intere generazioni della cultura o dei videogames. Persino Giuseppe Verdi, nei suoi lavori, si è trasformato nel protagonista di un videogioco: A Life in Music del Regio di Parma, il primo videogioco pubblicato da un teatro d’opera. 

Che sia questo il futuro dell’esperienza artistica nel tempo libero?

Il futuro dei musei: il connubio di arte e videogames nei lavori di Fabio Viola, pioniere italiano

“L’obiettivo — ha dichiarato Fabio Viola — è sempre avvicinare il gioco alla comprensione scientifica del nostro patrimonio e i musei al linguaggio universale del videogioco“.

Il suo progetto ha fatto storcere il naso a moltissimi tradizionalisti. Ma, complice il cambio dei direttori per via della riforma dei musei, adesso è uno dei più stimati designer di videogiochi a sfondo culturale del mondo.

Nel 2016 Fabio Viola ha fondato il TuoMuseo, un collettivo internazionale nato per far dialogare queste due realtà che, fino a quel momento, sembravano inconciliabili.

La pandemia — ha continuato Viola — ha accelerato alcuni processi che erano già in atto nelle istituzioni culturali. Alcune si sono limitate a digitalizzare esperienze nate per l’analogico, come le visite guidate online con i direttori. Ma il futuro è oltre. Bisogna lavorare a nuove offerte nate direttamente in digitale”.

Arte e Videogiochi: Father and Son del museo archeologico nazionale di Napoli

E per chi mettesse in dubbio i risultati di questo connubio?

Il videogioco culturale più famoso e scaricato del momento è Father and Son del Mann di Napoli, che ha ottenuto 4,5 milioni di download. Si può giocare da casa ma, visitando il museo, l’applicazione sblocca interessanti contenuti aggiuntivi.

Il museo ha ottenuto un milione di visitatori in più in tre anni.

 

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