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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Muti e Cherubini: si conclude a Palermo la tournèe

Si conclude a Palermo la tourneè di Riccardo Muti con L'Orchestra giovane Luigi Cherubini: conferita a Muti la cittadinanza onoraria.

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Si conclude in Sicilia, nello specifico a Palermo, la tournèe di Muti e Cherubini. Riccardo Muti, insieme con l’Orchestra Giovane Luigi Cherubini, ha attraversato tutta la penisola da nord a sud. Molti appuntamenti della tournèe sono stati registrati, data l’impossibilità di frequentare i teatri a causa delle restrizioni sanitarie, come quelli a Bergamo e a Napoli, e sono disponibili per lo streaming online.

Muti e Cherubini in tournèe: dove guardare il progetto in streaming

Dalle 11 del 28 marzo sarà disponibile online anche il concerto al Teatro Massimo di Palermo, l’appuntamento che ha chiuso la tournèe. Muti e Cherubini, con il loro impegno, hanno tenuto virtualmente aperte le porte del teatro con un programma che include la Sinfonia n. 3 di Franz Schubert e la Sinfonia n. 9 di Antonìn Dovrak, “Dal nuovo mondo”. Due scelte affatto casuali.

Questo progetto, in collaborazione con RMMUSIC, sarà disponibile per trenta giorni su ravennafestivalive.live, su Ansa.it e sulla webTV del teatro all’indirizzo teatromassimo.it.

Fine della tournèe Muti e Cherubini: Palermo attribuisce a Riccardo Muti la cittadinanza onoraria

La città di Palermo ha deciso di conferire a Riccardo Muti la cittadinanza onoraria per l’impegno dimostrato nel diffondere valori di pace e tolleranza fra popoli attraverso la musica, linguaggio universalmente riconosciuto. Nel programma, infatti, egli ha incluso una storia di integrazione sociale e culturale attraverso la scelta del repertorio.

Un esempio, in tal senso, è proprio la scelta della Sinfonia n. 9 di Antonìn Dovrak. Questa sinfonia fu concepita dal compositore in un momento piuttosto significativo per la sua vita, dopo essere diventato direttore del conservatorio di New York. Tale conservatorio fu una delle prime scuole ad ammettere, su invito della mecenate Jeanette Thurber, donne ed afroamericani ai corsi. Ispirato dal contatto con il repertorio spiritual e dei nativi, il compositore unì il patrimonio boemo con quello americano per questa composizione.

 

 

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