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lunedì, 29 Novembre 2021

28 marzo 1943: esplode la motonave Caterina Costa nel Porto di Napoli

Sono passati 78 anni da uno degli incidenti più gravi del 1943: l'incendio della motonave carica di materiale bellico Caterina Costa al Porto di Napoli.

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il 28 marzo 1943 la Caterina Costa si trovava ormeggiata al porto di Napoli carica di materiale bellico destinato alle forze armate in Tunisia. I rifornimenti comprendevano 790 tonnellate di carburante, 900 tonnellate di esplosivi, munizioni, carrarmati e viveri. A bordo s’imbarcarono circa 600 militari italiani e tedeschi. Sarebbe entrata presto a far parte del convoglio diretto a Biserta.

La motonave italiana, però, non giungerà mai a destinazione diventando protagonista di uno dei più gravi incidenti del 1943, nel corso della seconda guerra mondiale. Napoli, quella mattina, sarà risvegliata dagli scoppi provocati dalla benzina nelle acque del porto.

28 marzo 1943: le dinamiche dell’incidente

Nella prima mattinata del 28 marzo 1943 si sviluppò un incendio a bordo. Tutt’ora non si può sapere con certezza se sia stato un incendio doloso o accidentale. Gran parte dell’equipaggio riuscì a mettersi in salvo fuggendo sulla banchina, ma i soldati, addormentati sottocoperta, trovarono la strada sbarrata dalle fiamme.

Il capitano della nave tentò di mettere in guardia i Vigli del Fuoco: sulla nave, il carico di bombe sarebbe potuto esplodere da un momento all’altro causando una strage. Una serie di leggerezze attribuite a molti di coloro che gestirono l’emergenza, portò al triste epilogo: alle 17:39 la Caterina Costa saltò in aria.

L’incendio della Caterina Costa: danni incalcolabili, 549 vittime e oltre 3mila feriti

I danni furono incalcolabili.

Le fiamme raggiunsero la stiva numero due, carica di esplosivo. La banchina, a causa dell’esplosione, sprofondò. Un pezzo della Caterina Costa finì su due fabbricati al Ponte della Maddalena, radendoli al suolo. Metà carrarmato cadde su Palazzo Carafa di Montorio. Lamiere, vetri rotti, cornicioni e detriti finirono anche a grandissime distanze. I magazzini generali del porto presero fuoco. Frammenti di nave raggiunsero la stazione centrale incendiando i vagoni in sosta.

Le vittime di questo tragico incidente furono circa 549, i feriti oltre 3mila.  

Fu conferita una medaglia al valore all’ammiraglio Lorenzo Gasparri, morto nel tentativo di spostare personalmente, insieme con i suoi uomini, bettoline cariche di munizioni dalla Caterina Costa in fiamme.

 

 

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