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giovedì, 20 Gennaio 2022

Il 14 Agosto a Sassari si celebra la “Faradda di li candelieri”

Il 14 agosto di ogni anno si ripete, invariata da secoli, la "Faradda" dei Candelieri, a Sassari. L'intera comunità sassarese si ritrova, unita, lungo le vie cittadine, per un rito che coniuga il giusto mix di spettacolo e fede.

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Il 14 agosto Sassari celebra i solenni festeggiamenti della “Faradda dei Candelieri“, una processione devozionale, nel corso della quale nove monumentali ceri lignei vengono condotti da piazza Castello fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem, sul cui altare vengono depositati in attesa di ricevere benedizione.

L’origine di questa festività risale ad epoche antichissime. Principia in segno di ringraziamento alla Vergine Assunta per aver sollevato il popolo sassarese dalla sciagura della peste. Il corteo di devozione risulta documentato già dall’anno 1580, ma la sua istituzione potrebbe essere ben più primitiva ed essere addirittura di derivazione della città di Pisa, che nella seconda metà del ‘200 affermava la sua influenza su alcune zone della Sardegna. Ad incedere solennemente per le vie di Sassari sono i rappresentanti dei “gremi”, remote associazioni corporativo-religiose nate nel XVI secolo, vere protagoniste e conservatrici dell’evento.

L’indole votiva è rimasta inalterata nel corso dei secoli, mantenendo un profondo significato di riconoscenza nei confronti della Vergine, nonché propiziatorio per il futuro. Così, di anno in anno si svolge la “faradda” (in sardo sassarese sta per “discesa”) dei Candelieri. Il mattino del giorno della festa i vari esponenti dei gremi si appropinquano a prelevare il proprio candeliere dalla Cappella che è sede dell’associazione; dopodiché all’interno dell’abitazione dell’ “obriere di candeliere” – la massima carica del gremio – il cero viene fastosamente addobbato con fiori, ghirlande e nastri colorati.
Ogni candeliere precede i componenti del gremio che avanzano in ordine gerarchico.

Secondo l’originario rituale la “faradda“ dei Candelieri si svolge nella serata del 14 agosto muovendosi dalla piazza Castello in sorgeva l’antico Castello Aragonese. Il percorso non ha subito mutamenti e si discioglie lungo quello che è l’odierno corso Vittorio Emanuele, via di comunicazione principale della città antica, risolvendosi nella chiesa di Santa Maria di Betlem. A metà percorso, i Gremi offrono il loro omaggio alla cittadinanza rappresentata dal Sindaco a Palazzo di Città. Qui si celebra il rituale fortemente simbolico dello scambio di insegne tra Municipalità e Gremio dei Massai, con cui si identifica la popolazione di Sassari, città a forte vocazione agraria.

Dal momento che la festa dei Candelieri raffigura un bene prezioso da salvaguardare, nel 2005 viene costituita la Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, che comprende anche le feste della Varia di Palmi, dei Gigli di Nola e della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, divenendo Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.

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