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sabato, 6 Marzo 2021

Geloni: patologia dovuta ad un brusco sbalzo termico

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Geloni: patologia dovuta ad un brusco sbalzo termico dovuto ad un pericoloso cambio di temperatura.

Il passaggio dal freddo al caldo o viceversa genera un danno vascolare, il cosiddetto gelone. Il termine specifico da utilizzare è però eritema pernio, un trauma a carico dei capillari.

Le aree colpite sono le zone acrali del corpo, come mani, piedi, orecchie e naso oppure quelle in cui i capillari sono più esposti.

Il gelone si presenta con chiazze violacee associate e sensazione di dolore.

Le persone molto magre tendono a essere maggiormente colpite dall’eritema pernio, insieme ai fumatori, a chi è affetto da patologie del tessuto connettivo, come il lupus o chi soffre di diabete. Al di là della correlazione con altre problematiche, vi è una forte componente ereditaria che influisce sulla comparsa o meno delle fastidiose bolle.

Una normale crema idratante non è sufficiente per placare il fastidio causato dai geloni e neanche per prevenirlo.

Necessario, quindi proteggere le zone dall’esposizione al freddo ed evitare lo sbalzo termico.

Soprattutto in questo periodo in cui il lavaggio delle mani è una pratica frequente è bene utilizzare acqua tiepida e fare attenzione ad asciugarle bene.

Se poi il gelone si manifesta, nonostante le attenzioni risulta necessario rivolgersi al medico, che può prescrivere la terapia adatta, generalmente basata su farmaci a base di corticosteroidi topici e nei casi più gravi, si può considerare anche l’assunzione di farmaci sistemici.

Sembra esistere una correlazione tra la pelle e il virus SARS-CoV-2 secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of European Academy of Dermatology and Venereology da Sebastiano Recalcati, dermatologo all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco.

Il medico ha evidenziato la presenza di lesioni cutanee in circa il 20% dei malati di Covid-19. La ricerca dei segni del virus sulla pelle è stata una preoccupazione di tutto il mondo.

Uno studio del Massachusetts General Hospital ha messo in luce come la comparsa di alcune problematiche come orticarie, papule, geloni e arrossamenti di mani e piedi possa essere non più solo un sintomo della malattia, ma uno strascico, cioè un effetto collaterale che il paziente si porta dietro pur avendo superato i classici sintomi respiratori.

La pelle, infatti, è potenzialmente una finestra visibile nell’infiammazione che potrebbe essere in corso nel corpo.

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