Campania e scuole chiuse: scelta giusta? La chiusura delle scuole fino al 30 ottobre da parte del Presidente De Luca ha suscitato numerosi pareri contrastanti

Campania e scuole chiuse

Scuole chiuse fino al 30 ottobre in Campania. Questa la decisione drastica presa dal Presidente della regione Vincenzo De Luca per continuare a contrastare l’emergenza covid-19. L’ordinanza è stata firmata dopo una riunione a Napoli con l’Unita di Crisi. Le scuole resteranno chiuse da venerdì 16 ottobre fino al 30 ottobre.

Sono anche sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno. Gli studenti dovranno seguire le lezioni a distanza con i docenti che naturalmente lavoreranno da casa.

È una decisione dolorosa e ringrazio di cuore tutto il personale scolastico docente e non docente e i dirigenti scolastici che hanno fatto l’impossibile per far funzionare le nostre scuole lavorando senza risparmiarsi”, ha dichiarato Lucia Fortini, assessore dell’istruzione.

Chiudere così, in blocco, la scuola non è la migliore soluzione“, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ancora più rigida il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “È una decisione gravissima e profondamente sbagliata e anche inopportuna”, ha commentato. “Sembra ci sia un accanimento del governatore contro la scuola”.

La Regione Campania è in una situazione di estrema difficoltà, il numero dei contagiati aumenta di giorno in giorno, ma nonostante ciò, le misure prese da De Luca hanno fatto storcere il naso a molte persone, non soltanto nel mondo della politica.

Si scarica su studenti e cittadini la totale incapacità di rafforzare la sanità pubblica”. Il provvedimento di De Luca “è stato fatto in poche ora senza consultare nessuno” sottolinea il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. 

Nella nuova ordinanza della Regione Campania si vietano le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti, pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente. Vietati anche i cortei funebri e scaglionati gli ingressi negli uffici pubblici.

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