Camillo Benso Conte di Cavour, è una delle personalità più controverse e al tempo stesso affascinanti della storia italiana; nacque il 10 agosto del 1810, una data storicamente e culturalmente rilevante.
Nascita di uno statista: Camillo Benso Conte di Cavour
Si tratta sicuramente di un grande statista, sulla cui figura ancora oggi confluiscono numerosi studi di carattere storico.
Una esistenza intensa quella del Conte Cavour, colma di stimoli ed avvenimenti.
Viaggiò molto entrando in contatto con diverse realtà, per poi far ritorno nella sua amata Torino; la città dove Camillo Benso nacque il 10 agosto del 1810, rivestiva all’epoca, un ruolo importante.
Capoluogo di un dipartimento dell’Impero di Francia, governati dal principe Camillo Borghese e la propria consorte Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone.
A Torino avvenne quella che dagli storici è stata definita la piena maturazione politica di Cavour, e ancora oggi la città rappresenta una fondamentale tappa “turistica” che permette di ricostruire la memoria di quel tempo.
Appare sulla scena politica piemontese alla vigilia del ’48 come fondatore de Il Risorgimento, testata liberale e moderata. Fu eletto nello stesso anno Deputato fino al ’52, diventando successivamente Capo del governo piemontese.
Politica interna e liberalismo
Il Conte Cavour comprese sin dall’inizio, quanto fosse rilevante il peso economico di una società, per far sì che essa non fosse arretrata e non dipendesse da atre realtà.
Caratteristica che lo rende Liberale, convinto di voler creare uno Stato unitario, guidato dai Savoia.
In campo amministrativo permise anche ai ceti medi di accedere alle cariche più alte, eliminando i privilegi di natura ecclesiastica e dichiarando il principio della separazione tra Chiesa e Stato.
Nel contempo, conducendo una politica anti-austriaca, accettò i legami con la Francia, partecipando alla Guerra di Crimea contro l’Inghilterra.
Una visone a trecentosessanta gradi, quella di Camillo Benso, incentrata anche sulla volontà di debellare le oppressioni di natura politica della penisola.
Cavour dunque, provò con grande diplomazia, ad attuare una serie di riforme che abolissero le ideologie e pensieri dettati dalla tradizione politica, ben radicati in essa, al fine di rinnovare non solo la politica interna, ma anche il sistema fiscale.
Un buon bilanciamento tra rapporti interni e mire espansionistiche esterne, rappresentava l’essenza stessa dello Stato liberale, in perfetta concordanza con la personalità Fedele allo spirito liberale, lo statista torinese rappresenta ancora oggi una personalità di forte interesse storico-politico.
Quelle correnti rivoluzionarie da egli condotte, possono essere ancora oggi considerate il simulacro del progresso economico e culturale moderno, trampolino di lancio per un’apertura politica e sociale.
Ricordiamo inoltre, che il liberalismo cavouriano si delinea come concreta alternativa al mazzinianesimo; che fu in grado di garantire all’epoca il superamento dei vecchi contrasti, portando alla libertà.
Dunque, nonostante siano trascorsi più di duecento anni dalla nascita di Cavour, è evidente quanto la sua idea di politica, si evolva nella piena realizzazione delle idee di progresso e libertà; Camillo Benso Conte di Cavour fu un facitore di politica, concretizzata attraverso diverse azioni concrete.
Dalla partecipazione alla spedizione in Crimea, alla capacità di trasformare un problema di estensione territoriale del regno di Sardegna in un vero e proprio progetto di grandezza europea, ma anche la notevole abilità nel trovare gli strumenti necessari per tenere insieme le personalità del processo di unificazione, non sempre propense alla relativa realizzazione.





