Ryu e Ken hanno preso strade diverse. A riunirli è Chun-Li, che li invita a un torneo dietro cui si nasconde una cospirazione. Parte da qui Street Fighter, il nuovo film di Kitao Sakurai, arrivato nei cinema italiani il 15 ottobre 2026 con Eagle Pictures. Nel cast ci sono anche Jason Momoa e 50 Cent. E i combattimenti continuavano nelle pause delle riprese: gli attori si sfidavano al videogioco.
L’attesa era cresciuta già nei mesi precedenti all’uscita, con il trailer ufficiale Paramount che ha superato i 23 milioni di visualizzazioni. La saga Capcom ha ormai quasi quarant’anni di storia e un pubblico cresciuto insieme ai suoi personaggi: c’è chi li ha scoperti nelle sale giochi, aspettando il proprio turno davanti a un cabinato, e chi li ha conosciuti più tardi, sulle console di casa.
La trama: un torneo e un’amicizia da ricostruire
Siamo nel 1993. Ryu e Ken Masters, un tempo inseparabili, si sono allontanati. Quando la misteriosa Chun-Li li recluta per il World Warrior Tournament, entrambi vengono trascinati di nuovo nel combattimento.
Dietro la gara si muove però una cospirazione. I due dovranno affrontare gli altri partecipanti, scontrarsi tra loro e tornare su ciò che li ha divisi.
Sakurai ha spiegato di aver costruito la storia attorno al loro rapporto. Portare al cinema una successione di incontri avrebbe lasciato poco spazio ai personaggi; l’amicizia interrotta tra Ryu e Ken gli permetteva invece di dare una direzione al racconto. Il film comincia quando il legame è già compromesso e da lì ne ricostruisce le ragioni.
Jason Momoa è Blanka, Noah Centineo interpreta Ken
Andrew Koji interpreta Ryu, Noah Centineo è Ken Masters e Callina Liang veste i panni di Chun-Li. A dare volto a M. Bison è invece David Dastmalchian.
Nel cast trovano spazio anche due protagonisti del wrestling: Roman Reigns nel ruolo di Akuma e Cody Rhodes in quello di Guile. Jason Momoa è Blanka e figura anche tra i produttori, mentre Curtis “50 Cent” Jackson interpreta Balrog.
Ci sono poi Vidyut Jammwal come Dhalsim, Andrew Schulz come Dan Hibiki, Eric André come Don Sauvage, Orville Peck come Vega, Olivier Richters come Zangief e Mel Jarnson come Cammy.
Cinema, musica, commedia e wrestling finiscono così nello stesso gruppo. Per chi conosce il videogioco, parte della curiosità sta proprio negli abbinamenti: vedere quale attore è stato scelto per un personaggio significa immaginarne subito la postura, i movimenti, le mosse.
Street Fighter: dalle sale giochi al precedente con Van Damme
Il primo Street Fighter risale al 1987. Il successo che cambia le dimensioni della serie arriva però nel 1991, con Street Fighter II, diventato un riferimento per i picchiaduro a incontri.
Ogni personaggio richiedeva un approccio diverso. Si sceglieva un combattente, si imparavano le combinazioni e si cercava di capire come rispondere all’avversario. Il passaggio alle console domestiche ha poi portato quelle sfide nelle case, allargando il pubblico della saga.
Secondo i dati Capcom aggiornati al 30 giugno 2026, la serie ha superato i 60 milioni di copie vendute nel mondo. Il nuovo adattamento è stato cofinanziato da Capcom e Legendary.
Il cinema aveva già provato a raccontare questo universo. Nel 1994, Steven E. de Souza aveva diretto il film con Jean-Claude Van Damme come Guile e Raul Julia nel ruolo di M. Bison. Al centro della storia c’era la missione di Guile e della sua squadra per liberare alcuni operatori umanitari tenuti in ostaggio da Bison. Stavolta il racconto si concentra su Ryu e Ken e sul torneo che li riunisce.
Street Fighter: il 1993 è un ricordo del regista
L’anno scelto per l’ambientazione ha una spiegazione personale. Parlando con SCREEN, Sakurai ha raccontato di aver giocato per la prima volta a Street Fighter II proprio nel 1993. Quell’esperienza gli è rimasta abbastanza impressa da diventare il punto di partenza del film.
Il suo intento era farlo assomigliare anche a un’opera realizzata in quegli anni. Musica e abiti, certo, ma anche il modo di costruire l’azione: il regista ha citato le acrobazie con cavi tra gli elementi utilizzati per recuperare lo stile dell’epoca.
Voleva ritrovare l’entusiasmo delle partite giocate da ragazzo, lasciando spazio all’esagerazione che appartiene al videogioco. Una scelta coerente con personaggi che hanno fatto delle proprie mosse speciali un segno di riconoscimento.
Le riprese a Sydney e le sequenze disegnate a mano
La lavorazione ha fatto tappa in Australia, con riprese a Sydney e nei Disney Studios Australia di Moore Park.
Durante la produzione, Screen NSW aveva indicato una spesa prevista sul territorio di circa 80 milioni di dollari australiani e la creazione di 317 posti di lavoro locali tra cast e troupe. Le cifre riguardavano l’attività nel Nuovo Galles del Sud.
Il film comprende anche sequenze animate realizzate da Titmouse. Nel materiale dedicato alla lavorazione, Capcom ha illustrato il ricorso al disegno a mano e il riferimento agli anime degli anni Novanta.
Per queste parti, nella versione originale, Ma Dong-seok presta la voce a Gouken, il maestro di Ryu e Ken. L’attore è conosciuto dal pubblico internazionale anche per Train to Busan ed Eternals.
Sul set si giocava. E Cody Rhodes ha perso contro Nakayama
Tra una ripresa e l’altra, il cast trovava il tempo per sfidarsi al videogioco. Sakurai lo ha raccontato a GameBusiness.jp, descrivendo un gruppo che aveva legato anche grazie alla passione comune per Street Fighter.
A visitare il set è arrivato Takayuki Nakayama, direttore di Street Fighter 6. Cody Rhodes lo ha invitato nel proprio camerino mobile per qualche partita. L’esito, secondo il regista, è stato piuttosto netto: Nakayama ha vinto senza lasciare grandi possibilità all’avversario.
Tra gli attori più forti con il controller, Sakurai ha fatto invece il nome di Andrew Schulz, interprete di Dan Hibiki. Le sfide erano frequenti e, a quanto ha riferito, alcuni componenti del cast passavano dal set anche nei giorni in cui non avevano scene da girare.
Street Fighter: Eric André aveva chiesto un altro ruolo
Sakurai conosceva già bene Eric André: lo aveva diretto in Bad Trip, la commedia del 2021 che coinvolgeva persone reali in scherzi ripresi con telecamere nascoste.
Quando si è trattato di Street Fighter, André aveva avanzato una richiesta: voleva essere Blanka. Il regista ha raccontato a SCREEN di aver liquidato scherzosamente l’idea. Quel ruolo è andato a Momoa; per André è arrivato invece Don Sauvage, personaggio introdotto in Street Fighter V.
Anche questa scelta racconta qualcosa dell’adattamento. Il riferimento principale resta Street Fighter II, ma Sakurai ha attinto ad altri capitoli quando ha trovato personaggi adatti alla storia. E per André, dopo il tentativo di ottenere Blanka, c’era comunque un posto nel torneo.





