Napoli si prepara ad accogliere la 31ª edizione di artecinema – Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, la rassegna è curata da Laura Trisorio. La città partenopea diventa un osservatorio privilegiato sulla creazione visiva globale. Sono previste quattro giornate intense di proiezioni inedite incontri con i registi e grandi documentari d’autore. Il programma è diviso tra la magnificenza del Teatro San Carlo e la vivacità del Teatro Augusteo.
Artecinema 2026: il programma
Si parte giovedì 8 ottobre al Teatro San Carlo alle ore 19:30, con la proiezione in anteprima di uno dei film più attesi della stagione: Lucio Fontana – The Final Cut dalla regia di Andrea Bettinetti. Un viaggio rivelatore nell’universo del maestro che ha squarciato la tela per conquistare lo spazio. Tra filmati d’archivio inediti e testimonianze, il film ripercorre la vita e la ricerca di Lucio Fontana. E il gala di apertura dell’evento.
Venerdì 9 ottobre, il festival entra nel vivo della sua programmazione, spostandosi al teatro augusteo per la prima delle tre grandi maratone cinematografiche. Un pomeriggio e una sera interamente dedicati alla forza delle narrazioni visive e alla riscoperta di figure del panorama artistico. The Double Life of Hilma af Klint fino alle trame materiche di Elisabetta di Maggio. Leaves of me. Tra i momenti più intensi e travolgenti spicca la proiezione di Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited di Monica Stambrini. Quest’ultimo è un ritratto intimo e pieno di vitalità dedicato all’artista di origine napoletane che, dopo aver abbracciato la pittura a 55 anni, si rivela oggi una delle voci più contese dell’arte contemporanea internazionale.
La Maratona del Weekend: 10 e 11 ottobre al Teatro Augusteo
Sabato 10 ottobre dalle ore 16:00 fino a notte fonda, la sala cinematografica del Teatro Augusteo diventa la culla delle grandi storie dell’arte e dell’architettura. Un pomeriggio che si apre con l’emozionante anteprima mondiale di Costantino Nivola. Una die de pitzinna di Vittoria Soddu. Un’opera che celebra il legame indissolubile tra la Sardegna e il maestro sculture. La prima parte del programma esplora il dialogo tra materia, corpo e spazio, spingendosi fino alla visione ecologica delle ragnatele di Tomás Saraceno.
Al calare della sera, vi è l’anteprima di Corvino+Multari. La nostra opera non esiste, sui trent’anni di architettura rigenerazione urbana tra Capodimonte e Milano. Seguono due atti sistemi anteprime italiane: il ritratto intimo dell’artista irlandese GUGGI e The True Story of Tamara de Lempicka & Art of Survival.
La giornata conclusiva del festival, domenica 11 ottobre, si trasforma in un’intensa celebrazione dell’impegno politico e del riscatto visivo. Il pomeriggio si apre con le luci e le ombre della Sicilia in Ferdinando Scianna – il fotografo dell’ombra. A seguire, la figura dell’architetto spagnolo Oscar Tusquets Blanca prende vita nell’anteprima di Dios lo ve. Quest’ultima opera ripercorre anche la progettazione della celebre stazione Toledo della metropolitana di Napoli. Nel corso della sera, vi è poi l’anteprima italiana di Ackroyd & Harvey: The Art of Activism. Il festival chiude infine i battenti con l’anteprima italiana di Out of the Picture di An.Ash Smolar.
Al cinema si conferma ancora una volta un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale. La rassegna regala a Napoli un’esperienza che va ben oltre la semplice visione cinematografica,. È un vero e proprio manifesto sull’importanza dell’arte come strumento per interpretare il presente, comprendere il passato e immaginare il futuro.






