Perché i giovani amano Berlusconi? O meglio: perché tanti video del Cavaliere circolano tra ragazzi che non hanno mai conosciuto davvero la sua stagione politica? Su TikTok, Silvio non deve presentare programmi elettorali: gli bastano un sorriso, una battuta e un montaggio azzeccato. La politica diventa intrattenimento, l’algoritmo distribuisce i biglietti e il Cavaliere conquista una seconda vita digitale. Senza neppure dover aggiornare il curriculum.
Perché i giovani amano Berlusconi, uomo dalle sette vite
Nella sua nuova vita digitale Berlusconi cambia costume più spesso di un attore. È il guru del successo, che dispensa consigli su affari e strette di mano: un corso di marketing gratuito, senza certificato finale. È il barzellettiere, capace di trasformare una conferenza in cabaret. È il ribelle, quello che sfida avversari e convenzioni: sui social, una provocazione può sembrare coraggio, soprattutto quando manca il contesto. Poi arriva il simbolo degli anni Ottanta, tra lusso, vacanze e ottimismo televisivo. Una nostalgia curiosa, per un’epoca che molti spettatori non hanno vissuto. C’è il playboy, riproposto tra ammiccamenti e sorrisi, mentre le discussioni sul maschilismo restano fuori campo. C’è il campione delle gaffe internazionali, oggi riciclate come battute contro il politicamente corretto. E infine il nonno affettuoso, tra cani e gesti teneri: bastano pochi secondi per ammorbidire un’immagine pubblica costruita in decenni.
La memoria storica dura meno di un reel
Sette personaggi, un solo protagonista. E soprattutto un’unica regola: vince la clip che trattiene il pollice sullo schermo. Questo non dimostra che la Generazione Z condivida le idee di Berlusconi. Dimostra quanto facilmente un protagonista della storia politica possa diventare un meme. La sua abilità comunicativa è parte della storia, come lo sono le controversie e le decisioni politiche che i video spesso tagliano. Il rischio non è ridere di una barzelletta. È scambiare la barzelletta per una biografia.
Perché la memoria, a differenza di TikTok, non dovrebbe funzionare soltanto a colpi di «Per te».





