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16 ottobre: da Maria Antonietta ai pugni alzati di Città del Messico

Il 16 ottobre nella storia: Maria Antonietta, la svolta dell’anestesia, il rastrellamento di Roma e la protesta olimpica del 1968.

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16 ottobre: da Maria Antonietta ai pugni alzati di Città del Messico
Immagine generata con l'AI

A Roma, il 16 ottobre è una data che pesa. Nel 1943, in poche ore, oltre milleduecento ebrei vengono arrestati nelle loro case. Due giorni dopo, più di mille partiranno per Auschwitz. Ne torneranno sedici. Ancora oggi, raccontare quella mattina significa parlare di famiglie e di una città che porta i segni della loro assenza.

Il calendario riunisce anche altre storie. A Boston, nel 1846, alcuni medici assistono a un’operazione durante la quale il paziente non prova dolore. Nel 1968, a Città del Messico, Tommie Smith e John Carlos alzano un pugno sul podio olimpico e costringono il pubblico a confrontarsi con il razzismo. Ci sono poi Maria Antonietta, i fratelli Disney, la nascita della FAO e l’elezione di Giovanni Paolo II.

Sono avvenimenti lontani tra loro, con cause e conseguenze diverse. Per questa giornata di Accadde oggi li ripercorriamo seguendo le persone che ne furono protagoniste e cercando di capire che cosa cambiò, per loro e per chi venne dopo.

16 ottobre 1793: Maria Antonietta viene ghigliottinata a Parigi

Il 16 ottobre 1793 le autorità rivoluzionarie conducono Maria Antonietta alla ghigliottina, nella piazza parigina che oggi si chiama place de la Concorde. Il Tribunale rivoluzionario l’ha condannata a morte. La monarchia è caduta e l’ex regina, dopo la prigionia, affronta l’esecuzione.

La sua reputazione era stata distrutta molto prima. Le origini austriache, le spese di corte e le difficoltà nel rapporto con l’opinione pubblica avevano fatto di lei un bersaglio ricorrente. Pamphlet e caricature le attribuivano colpe e responsabilità, spesso esagerandole: Maria Antonietta era diventata il volto dei privilegi di Versailles.

L’affare della collana mostra bene questo meccanismo. La regina non era responsabile della frode, eppure lo scandalo aveva finito per danneggiarla. In un clima di crescente ostilità verso la corte, anche ciò che non aveva fatto poteva ritorcersi contro di lei.

Quando viene giustiziata, la sua immagine è ormai inseparabile dalla crisi della monarchia. L’esecuzione resta uno degli episodi più celebri della Rivoluzione francese, nel quale si intrecciano il rovesciamento del potere, la propaganda e la violenza politica.

1846: a Boston un’operazione cambia la storia dell’anestesia

Nell’anfiteatro del Massachusetts General Hospital di Boston, il 16 ottobre 1846, il chirurgo John Collins Warren si prepara a operare un paziente con una formazione sul collo. A somministrargli l’etere è un dentista, William Thomas Green Morton. Alcuni medici sono presenti per osservare il risultato.

L’intervento riesce. Il paziente racconta di aver avvertito una sensazione simile a un raschiamento, ma senza dolore. La sala verrà ricordata come Ether Dome.

Crawford Long aveva già utilizzato l’etere in chirurgia in Georgia nel 1842, rendendo pubblici i risultati soltanto anni dopo. La dimostrazione di Boston favorisce però in modo decisivo la diffusione dell’anestesia. Altri medici osservano il procedimento e possono valutarne l’efficacia.

Per i pazienti si apre una possibilità enorme. Il dolore dell’operazione, fino ad allora difficilmente controllabile, può essere ridotto. Anche il chirurgo può lavorare in condizioni diverse, affrontando interventi che richiedono tempo e precisione. Da quella dimostrazione prende slancio uno sviluppo che cambierà la medicina. La sala di Boston conserva il ricordo di un momento in cui il controllo della sofferenza diventa una possibilità concreta della pratica chirurgica.

1923: Walt e Roy Disney ripartono dalle Alice Comedies

La storia della Disney comincia ufficialmente il 16 ottobre 1923 con un contratto di poche pagine. Walt firma un accordo con la distributrice Margaret Winkler per le Alice Comedies, una serie nella quale una bambina in carne e ossa si muove in un mondo animato.

È arrivato in California dopo alcuni tentativi imprenditoriali falliti. Ha con sé Alice’s Wonderland, il film pilota con cui cerca qualcuno disposto a distribuire una serie. L’accordo con Winkler gli permette di avviare, insieme al fratello Roy, il Disney Brothers Cartoon Studio.

In quel momento bisogna ancora costruire quasi tutto. Il progetto richiede disegni, riprese, collaboratori e denaro; trovare una distribuzione significa poter dare continuità al lavoro. È su queste basi che i due fratelli cominciano a organizzare lo studio.

I risultati più conosciuti arriveranno dopo. Nel 1928 Steamboat Willie, con il sonoro sincronizzato, darà grande visibilità a Mickey Mouse. Nel 1937 debutterà Biancaneve e i sette nani, portando lo studio nel campo del lungometraggio animato.

Il contratto del 1923 racconta un inizio assai più piccolo di quanto suggerisca oggi il nome Disney. Walt e Roy stanno cercando di far funzionare un’impresa e di trovare un pubblico per i loro film. Il successo non è ancora una certezza.

1938: gli insegnanti ebrei vengono allontanati dalla scuola

Cinque anni prima del rastrellamento di Roma, il 16 ottobre segna un altro passaggio della persecuzione antiebraica in Italia.

Il regio decreto-legge del 5 settembre 1938 stabilisce che, a partire da questa data, gli insegnanti ebrei siano sospesi dal servizio nelle scuole comprese nel provvedimento. La disposizione coinvolge anche presidi, direttori, assistenti universitari e altre figure del sistema educativo.

Lo stesso decreto prevede, dal 16 ottobre, la cessazione dell’appartenenza degli ebrei alle accademie, agli istituti e alle associazioni di scienze, lettere e arti. Lo Stato fascista esclude persone che avevano insegnato, studiato e contribuito alla vita culturale del Paese.

Le conseguenze entrano nella quotidianità. Per un docente significa perdere il lavoro e il rapporto con gli studenti. Per gli alunni ebrei, anch’essi colpiti dalle disposizioni razziste del 1938, l’esclusione da numerosi percorsi scolastici interrompe abitudini, amicizie e possibilità di formazione.

È una parte della storia che aiuta a comprendere come agisce la discriminazione istituzionale. Le decisioni passano attraverso decreti, uffici e disposizioni amministrative; lo Stato fascista sottrae diritti e opportunità alle persone colpite.

16 ottobre 1943: il sabato nero degli ebrei di Roma

All’alba del 16 ottobre 1943 le forze naziste cominciano il rastrellamento degli ebrei di Roma. È sabato, giorno di riposo per la comunità ebraica. Le famiglie vengono sorprese nelle abitazioni, nell’area dell’antico ghetto e in diversi altri quartieri della città.

Durante l’operazione i nazisti arrestano oltre milleduecento persone e le rinchiudono nel Collegio Militare di via della Lungara. Dopo averne rilasciate alcune, ne destinano più di mille alla deportazione. Tra loro ci sono uomini, donne, anziani e bambin

Il 18 ottobre i nazisti conducono gli arrestati alla stazione Tiburtina e li fanno salire su un treno merci diretto ad Auschwitz-Birkenau. Di quel convoglio torneranno vive soltanto sedici persone. Gli arresti e la partenza avvengono in due giornate distinte, separate dalla detenzione.

L’espressione “rastrellamento del ghetto” può suggerire un’operazione circoscritta. La razzia, invece, raggiunge gli ebrei anche lontano dall’antico quartiere. Il ghetto come istituzione non esiste più dal 1870: a essere colpite sono le persone nelle case in cui vivono.

Qualcuno riesce a salvarsi. Emanuele Di Porto, ancora bambino, trova rifugio su un tram e riceve la protezione dei tranvieri. La sua vicenda conserva il ricordo di chi offre aiuto durante quelle ore, intervenendo mentre altri vengono catturati.

Il rastrellamento colpisce una comunità già segnata dalle leggi antiebraiche fasciste. Con l’occupazione nazista, la persecuzione assume nuove forme: l’arresto e la deportazione consegnano le vittime al sistema di sterminio.

Ricordare quella mattina significa ricostruire gli avvenimenti, indicare le responsabilità e restituire alle vittime la loro storia. Ogni persona arrestata aveva legami, abitudini e progetti. Le famiglie strappate alle proprie case appartenevano alla vita di Roma, ai suoi luoghi di lavoro, alle sue scuole, alle sue strade.

1945: nasce la FAO, la ricostruzione passa anche dall’alimentazione

La guerra è finita da pochi mesi quando, il 16 ottobre 1945, i rappresentanti dei Paesi riuniti a Québec fondano la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

La firma dell’atto costitutivo risponde a un problema urgente. Occorre riattivare la produzione agricola, migliorare l’approvvigionamento e contrastare la malnutrizione. La ricostruzione riguarda anche ciò che le famiglie possono mettere in tavola.

L’organizzazione offre agli Stati un luogo in cui condividere conoscenze, raccogliere informazioni e coordinare il lavoro. Le sue competenze comprendono l’agricoltura, la pesca e le foreste. Conoscere le risorse disponibili e i bisogni delle popolazioni diventa parte dell’impegno contro la fame.

La prima sede è a Washington. Nel 1951 viene trasferita a Roma, che assume un ruolo centrale nella cooperazione internazionale in questo settore. Nel 1979 la FAO istituisce la Giornata mondiale dell’alimentazione, sceglie l’anniversario della propria fondazione come ricorrenza e la celebra per la prima volta il 16 ottobre 1981. La ricorrenza mantiene l’attenzione su un problema che richiede continuità: produrre cibo, renderlo accessibile e migliorare la nutrizione delle persone.

1968: Smith e Carlos alzano il pugno sul podio

Tommie Smith ha appena vinto i 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico. È il 16 ottobre 1968 e il suo tempo, 19,83 secondi, è il nuovo record mondiale. Dietro di lui arrivano l’australiano Peter Norman e lo statunitense John Carlos.

La gara è straordinaria. Ma sarà ciò che accade durante la premiazione a rendere quel podio famoso in tutto il mondo.

Mentre suona l’inno statunitense, Smith e Carlos abbassano il capo e alzano un pugno coperto da un guanto nero. Sono senza scarpe, con calze nere, per richiamare la povertà degli afroamericani. Il gesto denuncia la discriminazione razziale e chiede attenzione per i diritti civili.

Norman li sostiene. Come i due statunitensi, indossa il distintivo dell’Olympic Project for Human Rights, il movimento al quale si lega la protesta. Smith e Carlos pagano subito la loro scelta: le autorità olimpiche li espellono dal Villaggio olimpico. Tornati negli Stati Uniti, incontrano ostilità e minacce. Prima che il loro gesto ottenga un ampio riconoscimento passeranno anni, segnati anche da difficoltà personali e professionali.

Nella fotografia della premiazione restano tre atleti che hanno deciso di esporsi. Le medaglie danno loro visibilità; loro usano quel momento per parlare delle disuguaglianze che vivono e che chiedono di cambiare.

1978: Karol Wojtyła diventa Giovanni Paolo II

Il 16 ottobre 1978 viene eletto papa il cardinale Karol Wojtyła, arcivescovo di Cracovia. Assume il nome di Giovanni Paolo II e succede a Giovanni Paolo I, morto dopo appena trentatré giorni di pontificato.

La scelta sorprende per la provenienza del nuovo pontefice. L’ultimo papa non italiano era stato Adriano VI, nel Cinquecento; Wojtyła è inoltre il primo papa slavo.

Arriva dalla Polonia e porta con sé una vita segnata dall’occupazione nazista. Durante la guerra ha lavorato in una cava e in una fabbrica, frequentando poi il seminario clandestino di Cracovia. Da vescovo ha partecipato al Concilio Vaticano II.

Il nome scelto mantiene il legame con il predecessore e richiama Giovanni XXIII e Paolo VI. L’elezione avviene il 16 ottobre, mentre la celebrazione per l’inizio del ministero si tiene il 22 ottobre.

Negli anni successivi, i viaggi internazionali, il dialogo religioso e gli incontri con i giovani diventeranno alcuni dei tratti più conosciuti del suo pontificato. La Chiesa sarà guidata, fino al 2005, da un uomo la cui esperienza si è formata in una parte d’Europa rimasta a lungo lontana dal centro della vita vaticana.

Ricordare il 16 ottobre

Una stessa data può contenere una scoperta medica e una persecuzione, un’iniziativa imprenditoriale e una protesta. Accostarle serve a conoscere più storie, purché ciascuna conservi il proprio significato.

Per l’Italia, il 16 ottobre chiede soprattutto attenzione a ciò che avvenne nel 1938 e nel 1943: l’esclusione dalle scuole e dalle istituzioni culturali, poi gli arresti e la deportazione degli ebrei di Roma. Sono vicende da ricostruire indicando provvedimenti, responsabilità e vittime. La memoria acquista sostanza quando permette di sapere chi fu colpito, da chi e in quali circostanze.