Napoli e la raccolta differenziata, una controversa storia di inciviltà. C’era una volta una città bellissima, affacciata sul mare più bello del mondo, con una storia millenaria alle spalle e un problema antico quanto il ragù della domenica: i rifiuti. Dal primo gennaio al 30 aprile 2026, ASIA Napoli ha elevato 1.224 verbali per smaltimento scorretto dei rifiuti, per un totale di circa 172.400 euro. E nell’intero 2025 le sanzioni avevano già raggiunto 4.475 illeciti, per oltre 595.000 euro. Fate voi i conti: quasi un milione di euro in un anno e mezzo. Un bel tesoretto costruito sulla pigrizia e sull’inciviltà altrui.
Napoli e la raccolta differenziata, sempre i soliti colpevoli
Il copione è sempre lo stesso, e i protagonisti li conoscete tutti. Bar, ristoranti e supermercati sono i grandi campioni delle irregolarità, con la maggior parte delle sanzioni concentrate nel centro storico. Parliamo di attività che campano sul turismo, che vendono l’immagine di Napoli al mondo intero, e poi buttano i cartoni fuori orario come se nessuno guardasse. Spoiler: qualcuno guarda. Gli ispettori ASIA, insieme alla Polizia Locale, sono scesi in campo anche la scorsa settimana nei quartieri Chiaia e Avvocata: oltre 100 controlli e circa 40 sanzioni in una sola mattina. Benvenuti nell’era dei controlli sul serio.
Una sconfitta sociale
La parte più amara, però, la regala il direttore dei servizi generali di ASIA, Carlo Lupoli, con una frase che vale oro: «Per noi avere un così alto numero di multe è comunque un fallimento». Già, perché una multa non è una vittoria, è la sconfitta di una comunità che ancora non ha capito. Napoli è una delle città più belle e più amate al mondo, visitata da milioni di turisti ogni anno. Meriterebbe strade pulite almeno quanto merita applausi. Differenziare non è un favore che si fa al Comune: è un favore che si fa a sé stessi. E a quella città straordinaria che, malgrado tutto, continua testardamente a essere magnifica





