Cosa accadde dopo e a cosa portò il “viaggio” è cosa nota, ma spesso si dimentica che tutto iniziò il 17 aprile 1942, quando Colombo firmò l’accordo con la Spagna per raggiungere l’Asia per un approvvigionamento di spezie.
Come si giunse a questo accordo e perché il genovese partì dalla Spagna è una storia un pò complicata che parte da una visione diversa del mondo vista da molti come il delirio di un folle.
Il sogno di Colombo
Il desiderio più grande di Cristoforo Colombo era quello di raggiungere l’Asia attraverso l’oceano.
Dopo una serie di calcoli geografici spregiudicati, si era infatti convinto di poter circumnavigare il globo arrivando in Asia dalla parte opposta.
Questo suo progetto però contrastava tutte le certezze dell’epoca.
In molti erano scettici se non ostili verso la sua teoria, ma anziché bocciare completamente la sua idea continuavano a procrastinare.
Il genovese coltivò questo sogno per oltre un decennio seguendo la corte spagnola in ogni suo spostamento, ma quando gli fu chiaro che il via libera non sarebbe mai arrivato decise di ritirarsi presso il monastero di Santa María della Rábida.
E fu qui che grazie a Padre Juan Pérez, il monaco della Rábida, che fin dall’inizio aveva creduto nel suo piano, che giuse la svolta.
17 aprile 1942: arriva il via libera
Il via libera al sogno di Colombo arriva proprio grazie a padre Perez che essendo stato guida spirituale della Regina Isabella.
Ferdinando II d’Aragona e Isabella si lasciarono convincere e, dopo un accenno di ritirata da parte del genovese, accettarono persino le sue consistenti richieste in termini di autorità personale, come possiamo leggere nelle Capitolazioni di Santa Fe, firmate il 17 aprile 1492.
Pensarono che tali concessioni non fossero così importanti in un’impresa dal risultato tanto incerto e che, d’altra parte, per loro la missione non era gravosa dal punto di vista economico, poiché la spesa prevista, di circa due milioni di maravedì, era coperta da un prestito ottenuto da un funzionario del re, Luis de Santángel, dall’apporto dello stesso Colombo (grazie a un prestito personale) e dal contributo forzato della città di Palos, che dovette fornire due delle tre navi della spedizione.





