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sabato, 15 Maggio 2021

Villa san Michele, il gioiello di Capri

Tempio neoclassico voluto da Axel Munthe, medico svedese innamorato di Capri, ad oggi la villa è uno dei posti più suggestivi d'Italia. Ancora avvolta nel mistero la storia della sua Sfinge in granito, risalente al XIII sec. a.C.

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Villa San Michele ad Anacapri, sull’isola di Capri, è una delle ville storiche più belle d’Italia. La villa prende il suo nome da una piccola cappella che sorgeva in epoca medioevale proprio nei pressi della struttura. La sua storia è antica ed affascinante. Il giardino è uno dei più belli al mondo. Vi hanno soggiornato personaggi illustri come Oscar Wilde, Henry James, la regina Victoria di Svezia.

Villa san Michele: gli scavi

Nel 1895 un giovane studente di medicina svedese, Axel Munthe, fa un viaggio a Capri e rimane incantato dalle rovine di un’antica cappella del X secolo dedicata a San Michele. La decisione fu immediata, Axel Munthe acquistò il terreno per costruire la villa. Durante i lavori però emersero i resti di un’antica villa romana. Axel Munthe utilizzò alcuni oggetti ritrovati durante gli scavi per arredare gli interni della villa.

La storia di san Michele

A raccontarci tutta la storia della villa è il proprietario stesso, nella sua autobiografia “La storia di san Michele”, pubblicata nel 1929. Il punto di partenza dei lavori fu la casa dell’ex proprietario, un falegname di nome Vincenzo Alberino. All’epoca dell’inizio dei lavori il Neoclassicismo era lo stile più in voga. Munthe a Roma aveva incontrato Aristide Sartorio, uno degli artisti italiani piú conosciuti, il quale venne spesso a Capri ed assistette Munthe con i suoi disegni.

Villa San Michele: gli interni

La struttura è articolata su più livelli: all’ingresso della villa c’è la sala da pranzo. Nella sala c’è un mosaico raffigurante un teschio con boccale di vino e brocca d’acqua, il messaggio era: goditi la vita, perché la morte arriva quando meno te lo aspetti. Pare che Munthe fosse ossessionato dall’idea della morte. Nella sala troviamo mobili del Rinascimento Bolognese.

Dopo la sala da pranzo, c’è una cucina, ricca di utensili in rame ed oggetti svedesi. Successivamente si passa nell’atrio, dove è possibile vedere pezzi ritrovati nella villa romana. Al piano superiore possiamo trovare invece la camera da letto e lo studio di Munthe. Interessante una Testa di Medusa presente nello studio. Si tratta di una copia romana proveniente dal Tempio di Venere a Roma. Munthe disse di averla rinvenuta, mentre ammirava il mare dal suo vigneto. Ma passiamo alla parte più bella della villa, il giardino, ricco di statue antiche. Il meraviglioso porticato del giardino si conclude con una tomba greca e una scultura singolare, una Sfinge in granito, risalente al XIII sec. a.C.

Architettura neoclassica d’ispirazione romana

Possiamo dire che Villa San Michele presenta tratti dell’architettura caprese tradizionale, ma in realtà rappresenta una rivisitazione moderna della domus di epoca romana. Ma nel passaggio tra la casa e il meraviglioso giardino che assistiamo alla visione romantica che Munthe voleva esprimere nella villa. Il cortile di carattere monastico della loggia con sculture nelle nicchie incorniciano la vegetazione di Capri, come in un quadro.

All’interno della casa è interessante il netto contrasto tra nero e bianco. I pergolati di fiori colorati presenti nella loggia si confondono col blu del mare. L’idea dominante è quella del tempio greco, di chiarissima ispirazione neoclassica.

Il mistero della Sfinge

Quando poi si attraversa il giardino, si vede la Sfinge allora la bellezza più vera prende forma. Su questa scultura si narrano molte leggende. Tutto fa pensare che provenga dalla penisola italiana, ma non è chiaro come Axel Munthe ne fosse venuto in possesso. Lo stesso Munthe ci racconta della Sfinge con grande mistero: “Tutto quello che avvenne è troppo strano e fantastico per essere tradotto in parole scritte, e poi non mi credereste se tentassi di farlo. Non so bene io stesso dove il sogno finisse e dove avesse principio la realtà. Interrogate la grande Sfinge di granito, che sta accovacciata sul parapetto della cappella di San Michele. Ma domanderete invano. La Sfinge ha mantenuto il suo segreto per 5000 anni. La Sfinge manterrà il mio”.

Quando Axel Munthe morì, a Stoccolma, nel 1949, la Villa San Michele venne ereditata dallo Stato Svedese. Oggi è di proprietà di una fondazione svedese che l’ha trasformata in museo. E ad oggi è il luogo più suggestivo ed interessante di Capri.

 

 

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