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lunedì, 29 Novembre 2021

Seconda guerra mondiale, la rivolta dei Rom e dei Sinti

Il 16 maggio 1939, giorno da ricordare per la rivolta di Rom e Sinti

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Subito dopo l’inizio della seconda guerra mondiale nel 1939, il regime nazista decise di rimuovere tutti i Rom e Sinti dal territorio del Terzo Reich. Fu ordinato loro di reinseriti e furono collocati in ghetti e campi per ebrei. La prima deportazione avvenne il 16 maggio 1940 da Ravensburg nei campi della Polonia occupata.

Dopo l’inizio della seconda guerra mondiale i deportati Rom e Sinti fecero una rivolta

Il 16 dicembre 1942 fu ordinata la deportazione di tutti i rimanenti Sinti e Rom. Il campo per famiglie zingare noto come “Zigeunerlager” è stato allestito nel settore BIIe di Auschwitz-Birkenau. Lo Zigeunerlager era un campo “misto”, con uomini, donne e bambini imprigionati insieme.

Il 15 maggio 1944, i 6000 Rom nel campo furono avvertiti che i nazisti stavano pianificando la loro esecuzione. Il 16 maggio 1944, più di 600 prigionieri rom non si presentarono per il consueto appello mattutino, ma si barricarono nelle loro baracche.

Erano entrati in un magazzino di attrezzature e si erano armati di martelli, picconi e pale, e avevano smontato le sezioni di legno delle cuccette su cui dormivano, per fabbricare armi. Come risultato della loro sfida, quel giorno nessun Rom o Sinti morì nelle camere a gas.

Questo atto di resistenza turbò il regime nazista. Temendo una rivolta in tutto il campo, 3000 Rom furono trasferiti in altri campi. Il 2 agosto 1944, i nazisti uccisero con le camere a gas i restanti 3000 prigionieri rom nel campo di Blle.

La coraggiosa rivolta del 16 maggio 1944 – una lotta per il diritto alla vita e all’umanità – è ampiamente definita “Giornata della Resistenza Romanì“.

Il Dipartimento della Gioventù del Consiglio d’Europa ha dedicato un intero capitolo alla “Resistenza” nel Manuale del diritto al ricordo per l’educazione dei giovani sul genocidio dei rom.

La memoria gioca un ruolo importante nel processo di venire a patti con quanto accaduto e le pratiche commemorative aiutano a garantire la riconciliazione, la guarigione e la non ripetizione dei crimini del passato.

Solo il ricordo delle violazioni dei diritti può essere esemplare per il futuro dei diritti umani nel mondo, fornendo così un legame sostanziale tra passato e futuro e un cambiamento nella narrativa sui rom.

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