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Reggia di Caserta, curiosità e “bufale”

È uno dei monumenti artistici più belli al mondo, spesso paragonato a quella di Versailles, si tratta in questo caso della Reggia di Caserta, bellezza nostrana e orgoglio partenopeo. 

Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1997, è il risultato del progetto visionario del giovane Re Carlo di Borbone che il 20 gennaio 1752, posa la prima pietra del cantiere della Reggia progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli. Ma nel progetto vanvitelliano non c’era solo il palazzo ma anche una serie di infrastrutture per l’arricchimento del territorio, come l’acquedotto Carolino per l’approvvigionamento del Parco Reale e il Borgo di San Leucio. La Reggia si compone di 1742 finestre e 123 ettari di Parco Reale.

Sono tante le curiosità che riguardano la celebre Reggia di Caserta, molte si “rincorrono”, nel senso che sono trite e ritrite, le si legge ovunque, altre invece si rivelano poi, con accurate ricerche, delle bufale. Una prima curiosità riguarda un aspetto pratico, legato alla grandezza della Reggia. 

Per volontà del re Ferdinando II di Borbone, nel 1845 Gaetano Genovese progettò la “sedia volante” la progenitrice dell’ascensore.

Tale sedia era costituita da una cabina in legno e due panche rivestite con seta di San Leucio. Un modellino esposto nella stanza del Re, permette di comprendere il sistema utilizzato per il movimento della sedia. Un meccanismo, azionato a braccia, costituito da ruote dentate sulle quali si avvolgevano robuste corde di canapa.

Siccome “l’ascensore” era utilizzato principalmente dei reali, fu progettato anche un sistema di sicurezza che permetteva di bloccare la sedia qualora si fosse rotta una fune. 

La sua imponente facciata e il suo immenso giardino richiamano ogni anno centinaia di migliaia di turisti da ogni parte del mondo.

Sono molte le curiosità che riguardano la famosa Reggia di Caserta, ma spesso s’incorre anche nelle cosiddette bufale, che fanno imbestialire storici e appassionati di arte. Una delle bufale più diffuse riguarda il famigerato rubinetto d’acqua calda nel bagno del re. Per anni si è raccontato essere frutto dell’ingegno borbonico. Ma la verità è che il rubinetto, oggetto oggigiorno scontato, venne installato solo alla fine dell’Ottocento. Tuttavia è innegabile la grande attenzione da parte dei Borbone nei confronti della pulizia e della cura del corpo.

Un altro errore è quello di credere che la Reggia di Caserta sia ispirata esclusivamente a Versailles; sicuramente la reggia francese è stata un modello cardine per Carlo di Borbone, ma in realtà la maestosa Reggia di Caserta è influenzato anche da altri palazzi, come la Granja de San Ildefonso e il palazzo reale di Vienna, visibili nelle influenze spagnole e austriache. Inoltre, visitare la Reggia di Caserta non è come sostenuto da qualcuno, la visita ad una Versailles in miniatura: cambiano le pietre, le piante tipicamente mediterranee di Napoli e del suo golfo, cambia in particolar modo le atmosfere che vi si respirano, tipicamente partenopee, calde e avvolgenti.

Anche l’intenzione dietro ai due progetti era differente: lo scopo di Luigi XIV era quello di allontanarsi dal caos della capitale, Parigi, in cui la rivolta della Fronda aveva causato scompiglio. Il sovrano decise quindi di ritirarsi in un luogo sfarzoso, dove i nobili sarebbero diventati cortigiani. 

Nel caso della Reggia di Caserta, invece, Carlo III intendeva istituire un nuovo centro amministrativo, al sicuro dalle eruzioni del Vesuvio e dagli attacchi dei corsari, autosufficiente, che non avesse nulla da invidiare agli sfarzosi Palazzi di Vienna e Parigi dal punto di vista estetico e architettonico.

Ricordiamo che la Reggia di Caserta è il connubio perfetto sia per chi ama l’arte, sia per chi ama la natura: la combinazione di architettura reale e giardino paesaggistico è davvero affascinante.