L’Unesco in Campania. l’Unesco (Agenzia Specializzata delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e lo Sviluppo) conta attualmente 194 Stati Membri e 12 Membri Associati. Fondata nel 1942 come Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura basa la sua convenzione sull’affermazione “I Governi degli Stati membri della presente Convenzione, in nome dei loro popoli, dichiarano: che, poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace.”
Trova la firma per la costituzione nel 1945 ed entra in vigore il 4 Novembre 1946. Solo il 16 Novembre 1972 viene adottata la convenzione sul Patrimonio dell’Umanità e istituita la lista con l’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità selezionati dal Comitato del Patrimonio Mondiale. In questa lista entrano i siti che vengo ritenuti importanti dal punto di vista culturale o naturalistico, la cui conservazione e sicurezza è ritenuta fondamentale per l’intera comunità mondiale. Da allora l’Unesco si impegna a costruire i presupposti per garantire la pace internazionale e la prosperità dei popoli promuovendo il dialogo interculturale, il rispetto dell’ambiente e e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile.
La Campania vanta innumerevoli siti Unesco, tra patrimonio culturale materiale e immateriale; il Centro Storico di Napoli, la parte più antica della città, nota per la sua architettura; il Palazzo Reale di Caserta, la Reggia, con il suo immenso Parco; le Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata note per avere una testimonianza di vita degli antichi romani unica al mondo essendo rimaste sepolte e conservate nei secoli dalle ceneri del Vesuvio; il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni dove si trovano i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula; l’Acquedotto Carolino, eretto per portare acqua alla Reggia di Caserta, e il Complesso di San Leucio, importante centro per la produzione e lavorazione della seta; la Costiera Amalfitana con le sue stupende vedute; i Longobardi in Italia: i Luoghi del Potere, che comprende 7 complessi monumentali da nord a sud dell’Italia a testimonianza dell’importanza del popolo Longobardo e in Campania il sito Unesco è la Chiesa di Santa Sofia a Benevento.
Il patrimonio culturale immateriale comprende: la Dieta Mediterranea, riconosciuta in tutto il mondo come la migliore, che si basa sull’utilizzo di ingredienti semplici e genuini; l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani riconosciuta bene Unesco non solo a Napoli, ma in tutta Italia; i Gigli di Nola, cioè 8 strutture lignee, e una barca, che vengono portate a spalla da squadre di uomini chiamate “paranza” in una processione danzante durante la festa di San Paolino; la Transumanza, antica pratica della pastorizia; l’Arte dei Muretti a Secco, tecnica di costruzione per rifugi, per l’agricoltura e per il bestiame; la Cerca e Cavatura del Tartufo Bianco, un insieme di conoscenze e metodi tradizionali tramandati oralmente per la ricerca del Tartufo.
Attualmente 11 sono i siti Patrimonio Unesco della Campania.





