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Recensione di Domenico Andreozzi del libro di Pasquale Vitale, Filosofia medievale, storie, opere e concetti

Recensione 

 

Pasquale Vitale, Filosofia medievale, storie, opere, concetti, Diarkos, Santarcangelo di Romagna 2023, 463 pp. 

Partiamo da un presupposto fondamentale: oggi, elaborare un manuale di storia della filosofia non è un’impresa facile. Eppure il libro del professore Pasquale Vitale, che presenta approfondimenti di altri studiosi, dimostra come tale impresa possa essere realizzata in maniera pregevole. Tale volume mette in risalto la potenza e l’impatto forte della ricerca filosofica.

La struttura del manuale si presenta solida e chiara; e anche il linguaggio si articola in tutta la sua semplicità. Tale semplicità non va confusa con il semplicismo: dietro ad ogni parola che riguarda, in questo caso, la filosofia medievale si nasconde infatti la complessità di quel tempo, preso nei suoi minuziosi dettagli.

Il merito dell’autore consiste nel aver messo insieme, con chiarezza di stile, i pezzi dell’immenso ‘puzzle’ del pensiero medievale, prediligendo anche autori che non vengono solitamente trattati (per esempio: i calculatores, gli occamisti e Pietro d’Abano). 

Difatti, una particolarità che salta all’occhio è la presenza di confronti interessanti con aspetti ripresi dalla letteratura. Tali confronti hanno lo scopo di agevolare la fluidità della lettura e avvicinare allo stile argomentativo degli autori. Il raffronto storico-letterario permette al lettore di comprendere con precisione tutti gli aspetti salienti di ciascun filosofo medievale (si veda Boezio citato da Dante).

Un’altra caratteristica del manuale è la presenza di opere d’arte, che rappresentano una parte o un momento cruciale della vita di un filosofo (si veda a pagina 20 il quadro di Mattia Presti, Boezio consolato dalla filosofia). In effetti la commistione di elementi presi in prestito dalle altre discipline non è casuale. Tutto è finalizzato a delineare precisamente gli eventi essenziali o i punti importanti del filosofo per darne completezza e consistenza.

Lo storytelling

Infine la tecnica dello storytelling concede al lettore la possibilità di conoscere a fondo la parte biografica da cui deriva il pensiero di quel determinato filosofo. Secondo il mio parere, il testo si compone di elementi linguistici tali da non dare l’impressione di avere sottomano un manuale complesso nella sua terminologia; in questo modo tutti possono accedere al suo contenuto (concettuale) in maniera agevole.

Domenico Andreozzi