Nei e tatuaggi. Cosa c’è da sapere ? Negli ultimi anni il numero di soggetti tatuati è incrementata in modo esponenziale. Contemporaneamente anche l’incidenza del melanoma è nettamente aumentata. La coesistenza sempre più diffusa tra tatuaggi e nei (nevi) pone vari quesiti che necessitano di risposte precise.
Vediamo quali sono i principali. Iniziando dall’esecuzione dei tatuaggi per arrivare alla visita dermatologica con mappa nevica nei soggetti tatuati. E all’eventuale asportazione di un nevo sospetto che si trovi all’interno o nei pressi di un tatuaggio
Chi può tatuarsi e chi non dovrebbe
Tutti pensano di potersi sottoporre liberamente ad uno o più tatuaggi, ma non è così. Ad esempio nei soggetti con pelle molto chiara, più di cento nei e almeno 5 atipici o per coloro con casi di melanoma in famiglia i tatuaggi sono fortemente sconsigliati.
Chi sviluppa da giovane un alto numero di nevi è più a rischio di svilupparne altri da adulto. Dovrebbe quindi evitare di farsi tatuare ma se proprio non ritiene di farne a meno deve sottoporsi a visite periodiche dermatologiche. O comunque scegliere per il tatuaggio zone cutanee prive di nevi
Tatuaggi in sicurezza
Manca ancora la consapevolezza che la pratica del tatuaggio è in ogni caso una pratica invasiva e non priva di possibili rischi per la salute. Non parliamo solo di infezioni batteriche o reazioni allergiche, ma anche della presenza di composti chimici negli inchiostri
Per non parlare delle tecniche di esecuzione del tatuaggio, che andrebbero eseguite solo in strutture autorizzate. Qui dovrebbero essere sufficientemente informati sui pro e i contro della procedura prima di far firmare il consenso informato.
Soprattutto sapere che i nevi non vanno mai tatuati e comunque il tatuatore deve mantenersi ad almeno un centimetro di distanza. Solo così è possibile notare sia per il paziente che per il dermatologo eventuali variazioni delle caratteristiche dei nevi
L’uso dell’inchiostro nero in particolare può nascondere completamente i nevi, ma anche gli altri colori possono confondere le caratteristiche cliniche e dermoscopiche. E la tardiva diagnosi di un nevo a rischio o peggio ancora di un melanoma è un evento assolutamente da evitare.
Tatuaggi e nevoscopia
La presenza dei tatuaggi pone problemi diagnostici ai dermatologici che effettuano la nevoscopia ( mappatura dei nevi)
I tatuaggi possono creare falsi positivi per la combinazione della melanina (pigmento fisiologico presente nei melanociti della cute) con i pigmenti chimici dei colori. Si determinano allora situazioni anomale (falsi melanomi) per le quali il dermatologo è costretto ad asportare la lesione pigmentata perché non riesce a distinguere con esattezza tra lesione benigna o maligna.
Un altro problema è collegato alle dimensioni del tatuaggio: quando è molto esteso è più difficile per il dermatologo l’individuazione del nevo a rischio.
Per capire l’importanza di queste problematiche suggeriamo il video “Tatuaggi Warning: Dall’Urlo di Munch alla scoperta del melanoma” tratto dal webinar “Il melanoma nascosto nel tatuaggio”, promosso dall’Intergruppo Melanoma Italiano – IMI.
Tatuaggi e melanomi
Non è stato sinora accertato un rapporto diretto tra tatuaggi e rischio di melanomi. Tuttavia uno studio svedese dell’Università di Lund ha evidenziato un’associazione statisticamente significativa rilevando un aumento del rischio del 29% nelle persone con tatuaggi presenti da oltre dieci anni rispetto ai non tatuati.
I ricercatori tuttavia ( gli stessi che due anni fa pubblicarono un altro studio sul rapporto tra tatuaggi e linfomi) invitano alla cautela sull’interpretazione dello studio , non conclusivo per un rapporto certo di causa-effetto.
Due regole essenziali per i nei
Sono due regole molto semplici ma molto utili sia per i pazienti ( soprattutto se ipertatuati) e sia per i dermatologi
- la regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni >6 mm, Evoluzione rapida) rappresenta uno strumento didattico di riconoscimento semplice per individuare i nevi sospetti
- la regola del BRUTTO ANATROCCOLO riguarda l’osservazione di un nevo con caratteristiche molto diverse dagli altri presenti nello stesso soggetto .





