Napoli si prepara alla XXI edizione della Notte della Tammorra, il più grande festival della cultura e della musica partenopea.
L’evento, chiude il cartellone di “Estate a Napoli 2026”, è promosso e finanziato dal Comune di Napoli, nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, e quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.
Il programma prevede due appuntamenti: uno giovedì 11 settembre quando andrà in scena “La notte dei tamburi di Napoli”, e venerdì 12 settembre sarà la volta di “Omaggio a Roberto De Simone: la tradizione in Campania”.
Lina Sastri, Tony Esposito, Ciccio Merolla, Maurizio Capone, Flo, Ars Nova Napoli e le storiche paranze campane sono tra i protagonisti d’eccellenza di un evento unico che dal 2001 porta sul palco una tradizione fatta di musica e cultura.
Notte della Tammorra, la bellezza della musica popolare
In occasione della Notte della Tammorra, manifestazione ideata dal compositore e musicologo Carlo Faiello Piazza Mercato si riempirà con il suono delle tammorre, capace di regalare emozioni uniche.
Ricordiamo che Piazza Mercato a Napoli è un celebre e antico slargo del quartiere Pendino, divenuto polo commerciale nel 1271 sotto gli Angioini e noto nella storia per essere stato il teatro di esecuzioni capitali (come quelle di Corradino di Svevia e dei giacobini del 1799) e l’epicentro della rivolta di Masaniello.
Grazie alla Notte della Tammorra, la storica Piazza napoletana torna ad essere il cuore pulsante della città, vera e propria protagonista di un evento importantissimo e molto sentito dai campani.
La manifestazione si svolge tenendo conto delle espressioni proprie della cultura popolare, in riferimento al rapporto diretto fra chi suona e chi partecipa alla festa.
Tammorra e tammurriata saranno gli elementi cardine dell’evento, e proprio attorno ad esse si svilupperà una concezione della festa che supera la semplice successione di esibizioni, trasformandola in qualcosa di unico ed eccezionale.
La Tammorra è una componente fondamentale della musica popolare partenopea e viene utilizzata spesso, sia in ambito folkloristico che in quello musicale. In particolare, è protagonista di uno dei balli più famosi della tradizione napoletana, la Tammurriata, che prende il nome proprio dallo strumento.
La storia di questi ritmi, di queste danze, di questi canti si perde davvero nella notte dei tempi e affonda le sue origini nelle antiche danze greche e in quelle dei sanniti.
Con la Notte della Tammorra, musica, canto e danza continuano a vivere e ad essere tramandate, simbolo della cultura popolare, che può arricchirsi di nuove componenti senza mai perdere la propria identità.





