LiDAR a Machu Picchu, la nuova tecnologia al servizio dell’archeologia.
La storia riporta che il sito è stato riscoperto in epoca moderna il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, esploratore storico di Yale, mentre era alla ricerca dell’ultima capitale Inca, Vilcabamba. È verosimile che la costruzione di Machu Picchu possa risalire al 1440 e che fosse una sorta di sito per le vacanze degli imperatori Inca, l’ultimo dei quali fu Atahualpa. La sua popolazione, non stanziale, poteva essere stimata tra i 300 e i 1000 individui. Annoverato tra le sette meraviglie del mondo moderno, nel 2007 è stato proclamato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ed è il terzo sito archeologico al mondo per estensione di scavi dopo Pompei e Ostia Antica. Situato in Perù, il sito archeologico di Machu Picchu, è meta turistica per circa 1 milione e 500 mila persone ogni anno. Ed è non lontano dal percorso turistico, che, a maggio 2026, dopo quasi 10 anni di scavi, è stata portata alla luce, sempre sulle Ande, un’altra antica città Inca. Sempre nella regione di Cuzco, nel Perù meridionale, a circa 4000 metri di altitudine e ad una distanza di 225 chilometri da Machu Picchu, gli scavi hanno portato alla luce circa 600 strutture tra abitazioni, tombe e spazi ritenuti sacri. In tutto sono stati ritrovati circa 60 siti e un numero imprecisato di resti di strade.
Machu Picchu agosto 2026
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2026 due ricercatori polacchi attraverso strumenti satellitari e scansioni LiDAR hanno scoperto un sito al di sotto di Machu Picchu. LiDAR è l’acronimo di “Light Detection and Ranging”, un sistema avanzato di telerilevamento, che invia impulsi laser verso il terreno dall’alto misurandone il segnale di ritorno. E’ stato lo stesso Ministero della Cultura del Perù a darne l’annuncio in un comunicato: “Grazie all’utilizzo della tecnologia LiDAR, sono stati individuati oltre 2,5 chilometri di strade precolombiane, nonché possibili piattaforme e terrazzamenti, nelle vicinanze del muro di Mandor, situato nei pressi dell’Illaqta di Machu Picchu. I ritrovamenti sono stati registrati durante i lavori di ricognizione archeologica effettuati nel luglio 2026. Tra le evidenze si annovera una strada principale lunga almeno 1,2 chilometri, il cui tracciato presenta caratteristiche coerenti con le tecniche costruttive dell’epoca Inca, come ad esempio un andamento a zig-zag. Sebbene queste caratteristiche suggeriscano una possibile origine Inca, saranno necessarie indagini archeologiche specifiche per determinare la cronologia, la funzione e la relazione con gli altri elementi del paesaggio. Il rilevamento e la registrazione sono stati condotti dal Dr. Jan Klaput del Centro di Studi dell’Università di Varsavia, mentre l’applicazione di tecnologie avanzate di telerilevamento è stata supervisionata dal Dr. Bartolomiej Cmielewshi dell’Università dei Scienza e Tecnologia di Breslavia”.
Questo è solo l’inizio di una nuova era di scavi archeologici. Non più scavi e sondaggi basati, nella migliore delle ipotesi, su antichi testi scritti o tramandati, ma scavi mirati laddove la tecnologia LiDAR rivela qualcosa dall’alto. Il nostro Paese vanta il più alto numero di siti UNESCO e una storia millenaria solo in parte riportata alla luce. Per l’Italia l’uso di LiDAR sarebbe la vera svolta archeologica.





