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domenica, 23 Gennaio 2022

Le parole che più abbiamo pronunciato nel 2020.

Da non perdere

 Il virus ci ha fatto conoscere delle parole nuove, parole che non dimenticheremo facilmente, parole che non avremmo pensato di pronunciare cosi spesso.

In ogni conversazione avuta nell’ultimo anno, queste parole sono state sempre presenti, probabilmente le abbiamo dette e ascoltate più di 6 volte al giorno, alcune non le avevamo mai sentite, o semplicemente non ne conoscevamo il significato.

Ecco dunque una lista di parole che hanno arricchito il nostro vocabolario nel 2020:

  1. Coronavirus :  il virus che ha scatenato il caos. Caratterizzato dalla sua forma sferica e con proiezioni glicoproteiche disposte a corona, responsabile di infezioni respiratorie e intestinali. Ne abbiamo sentito parlare solo a febbraio 2020, malgrado ci fosse già un virus identificato con questo nome, ma di forma più lieve. Il nome completo del virus attuale è SARS-COV-2
  2. Tampone: il test che ci rivela se abbiamo contratto il virus. Ce ne sono di due tipi: quello antigienico, permette di evidenziare la presenza del virus mediante tampone nasale/ oro-faringeo; quello molecolare, considerato anche quello più affidabile, tramite prelievo di secrezioni nasali e orofaringee è possibile rilevare frammenti di RNA (acido ribonucleico) del Covid, entro 2/6 ore.
  3. Wuhan : il luogo da cui si è originato tutto. Capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina centrale. Qui comincia a dilagare uno strano virus che uccide in poco tempo migliaia di persone, cominciano a girare video terrificanti sul web, ci sono testimoni che parlano della situazione sempre più incontrollabile, ma che il governo cinese vuole tenere nascosto. Questo accadeva già a dicembre 2019, dovremo aspettare il nuovo anno per venire a conoscenza della reale portata del virus che gira. Oggi Wuhan è completamente guarita dal virus.
  4. Focolaio: questa parola la sentiamo nominare nel caso di Codogno, comune della Lombardia. Qui improvvisamente si verifica un aumento di casi positivi spaventoso, il comune viene isolato ed è impossibile uscirne, gli abitanti sono in stato di blocco per diverse settimane. L’Italia assapora per la prima volta un clima di timore.
  5. Mascherina: è il nostro nuovo ” accessorio immancabile”. Non si può circolare senza, non è possibile evitare di metterla anche in presenza dei nostri cari, di persone che vediamo tutti i giorni. La mascherina protegge gli altri e noi da una possibile trasmissione del virus, l’efficacia dura poco però e dobbiamo farne scorta. Le mascherine cominciano ad essere introvabili, e i prezzi salgono; le mascherine cominciano a mancare, c’è una domanda troppo alta e i produttori non riescono a stare al passo. Oggi continua ad essere un elemento immancabile.
  6. Pandemia: La diffusione del virus è incontrollabile, quindi lo stato annuncia : ci troviamo in una situazione di PANDEMIA NAZIONALE; Vuol dire che la malattia si è diffusa ovunque, è in grado di raggiungere anche i luoghi più lontani, la situazione è critica.
  7. Lockdown: questa parola di origine inglese si traduce letteralmente con ” confinamento”. Ciò a cui verremo sottoposti. A partire da marzo 2020 l’Italia è in Lockdown, non si può uscire se non per comprovate esigenze, come fare la spesa, andare in farmacia o a lavoro se rientra tra quelli praticabili in questa situazione. Siamo stati due mesi in pieno confinamento, l’Italia si è fermata per cercare di evitare il contagio di massa.
  8. Paziente zero: è il primo paziente che ha dato il via al contagio e si è molto discusso nei mesi precedenti su chi potesse essere.
  9. Immunodepressi: è quel paziente che più di tutti è in stato di pericolo. Il paziente immunodepresso ha le difese immunitarie ridottissime, per svariate ragioni. Per esempio,può essere affetto da malattie croniche o tumorali, potrebbe far uso di droghe, può essere affetto da carenze alimentari per cui il sistema immunitario non è efficace nella sua difesa.
  10. Smart Working: è il nuovo modo di lavorare a distanza, tramite aggeggi elettronici. Chi ha sperimentato in primis questo modo di lavorare sono stati gli studenti e tutto il personale scolastico, anche il personale governativo e le più alte cariche delle nazioni per permettere incontri decisionali. Si è rivelata una mossa efficace, che ha reso almeno fattibile il lavoro.
  11. Quarantena : misura restrittiva, necessaria per isolare le persone che hanno contratto il virus e non permettere ulteriori contagi. La misura dura 14 giorni circa, il motivo è che la comunità scientifica ha stabilito che questo fosse il periodo massimo in cui il virus potesse manifestarsi.
  12. Vaccino : la cura che ci permetterà di ricominciare. Gli scienziati di ogni nazione non si sono fermati nemmeno un attimo nella ricerca della cura. Sono state coinvolte più aziende del normale per trovare i finanziamenti necessari; grazie agli studi precedenti su SARS e MERS si è risparmiato tempo prezioso; molti volontari si sono offerti nelle fasi sperimentali e si è potuto anticipare i tempi. Oggi la comunità scientifica ha dato il suo lasciapassare e sono già iniziate le prime iniezioni.

Ciò che abbiamo vissuto, e continuiamo a vivere, è un momento storico. Grazie al lavoro di molti, oggi siamo ad un punto importante: il vaccino c’è e  tutti dobbiamo farlo. Personale competente in materia ha fatto tutte le ricerche dovute e la tecnologia ha contribuito a trovare un rimedio molto più in fretta di quanto avremmo fatto negli anni precedenti.

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